Pur di attaccare Giorgia Meloni sono disposti anche a tirare in ballo i bambini. L'argomento tetto agli stranieri nelle classi delle scuole italiane ha mandato su tutte le furie la sinistra. Nonostante si tratti di una proposta di buon senso, condiviso anche da autorevoli esponenti del mondo progressista, Repubblica ci è andata giù pesante. Come? Postando il video-appello di una giovanissima studentessa di 12 anni di Torino, che avrebbe chiesto al proprio papà di "rispondere alla Meloni".
"Presidentessa Meloni, io non voglio prendere il posto di nessuno. Voglio stare al mio banco accanto ai miei compagni - le parole della scolara -. Ciao, mi chiamo Lina e ho 12 anni e frequento la Seconda media a Torino. Ho sentito le sue parole sui bambini italiani che non devono sentirsi in un angolo perché sono diventati la minoranza. Nessuno deve sentirsi messo in un angolo, nemmeno chi ha un cognome straniero come me. Vorrei che a scuola ci fosse posto per tutti". Detto questo, nulla di grave. La bambina ha tutto il diritto a esporsi e a rivolgersi direttamente alla presidente del Consiglio del Paese dove vive. Tuttavia, sfruttare la sua immagine per scopi puramente politici e ideologici rappresenta un punto di non ritorno. Soprattutto quando il racconto giornalistico sfocia in propaganda politica.