È stato detto, spiegato, illustrato che più chiaramente di così non si poteva. Ma niente. A sinistra si fa finta di non capire. E si preferisce fare della vuota retorica e dell'inutile moralismo. Naturalmente stiamo parlando del tetto del 30% per gli studenti stranieri, stabilito nel nuovo dl scuola. La misura, come è stato detto più volte, riguarderà solo ed esclusivamente gli alunni che non sanno l'italiano. Il criterio, dunque, non sarà la cittadinanza, bensì la conoscenza della lingua. Un aspetto che la sinistra continua volutamente a ignorare.
L'ultima dimostrazione di quanto detto arriva da Piazzapulita, su La7. Nel corso dell'ultima puntata, Stefano Massini ha dedicato il suo monologo proprio al nuovo decreto sulla scuola approvato ieri, 24 settembre, dal Cdm. E ha profuso ogni sforzo per descrivere la destra al governo come razzista, inadatta, ignorante, e chi più ne ha più ne metta. Peccato che per farlo abbia tirato fuori la solita retorica tanto cara alla sinistra: i migranti che non sono tutti criminali, che muoiono facendo i lavori che gli italiani non vogliono più fare, che se non ci fossero loro il Paese andrebbe in rovina, e così via.
La domanda sorge spontanea. Cosa c'entra tutto ciò con il dl scuola, con la soglia del 30%, con il criterio linguistico che la norma stabilisce nero su bianco? La risposta è semplice. Niente. Ma è utile per far credere a chi ascolta che al Governo ci sia una manica di mostri. È utile, insomma, per strumentalizzare, l'unica cosa che la sinistra è stata in grado di fare da quando il dl scuola è entrato nel dibattito politico. Che tristezza.