Uno spettro s’aggira per l’Italia: lo spettro del comunismo. Prendiamo a prestito - adattandolo - il celebre incipit del Manifesto del partito Comunista, di Marx ed Engels, per raccontarvi quello che è accaduto ieri qui da noi, dopo che in Spagna è stato approvato dal Consiglio dei ministri una serie di provvedimenti riguardanti la casa. Stringendo all’osso a Madrid da giorni sono in atto proteste dopo che una donna di 87 anni è stata sfrattata dal suo appartamento. Così il governo di sinistra ha messo insieme una serie di provvedimenti che, di fatto, mettono alla gogna i proprietari di casa e difendono tutti gli inquilini, anche se non soprattutto quelli morosi. Giusto per capirci meglio nel “decreto Maricarmen” (dal nome della donna di cui sopra) è prevista una serie di azioni quali «la proroga ampliata fino al 31 dicembre 2028 dei contratti d’affitto; l’aumento dello 0% nei contratti al di sopra dell’indice degli affitti; la regolamentazione degli affitti stagionali e delle stanze; la sospensione degli sfratti fino al 2030; il divieto di acquisto di abitazioni da parte di fondi speculativi e il rinnovo automatico dei contratti d’affitto». Misure che di fatto mettono al bando la proprietà privata e fanno piombare il Paese in piena Unione Sovietica.
IL PASSO IN AVANTI
E fanno arrazzare i compagniucci di mezza Europa. Italiani compresi. Non è un caso che i primi a saltare sul carro spagnolo sono stati gli esponenti di Avs: «Arriva dalla Spagna un segnale potentissimo per tutta Europa - tuona, bandiera rossa in mano Marco Grimaldi, deputati di Alleanza Verdi e Sinistra -. la mobilitazione dopo lo sfratto dell’87enne Maricarmen Abascal ha costretto il governo a sospendere gli sfratti verso persone indigenti e per finita locazione, come la sinistra chiedeva da anni. Se si sta dalla parte dei delle persone e non dei fondi, si può fermare la speculazione». Grimaldi poi spiega che Avs ha presentato una proposta di legge che, incredibile ma vero, è anche più oltranzista rispetto a quella spagnola. Sì, perché il testo prevede: «Il blocco degli sfratti per morosità incolpevole; lo stop alla deregolamentazione selvaggia degli affitti brevi; il riuso dello sfitto e del patrimonio pubblico; il canone calmierato». Ma soprattutto: «La ricognizione di tutto il patrimonio privato non utilizzato fino al temporaneo esproprio per finalità abitative». Praticamente l’esproprio proletario. Non una novità per la sinistra nostrana, che infatti promette: «Noi non arretriamo di un millimetro».
Del resto Avs alle ultime elezioni europee ha candidato la paladina delle occupazioni abusive: Ilaria Salis da Monza. Una che sostiene che il diritto fondamentale a un’abitazione debba prevalere sulla rendita, sulla speculazione e sulla proprietà di alloggi «colpevolmente» lasciati sfitti da enti pubblici o privati. Giusto tre giorni fa la pasionaria degli abusivi ha dichiarato che «chi occupa una casa disabitata prende senza togliere a nessuno». Scatenando una ridda di critiche da parte non solo della politica, ma anche dei cittadini normali che vorrebbero veder riconosciuta la libertà di possedere più case senza per questo sentirsi colpevoli di chissà quale reato.
BAGNO DI REALTÀ
Se in Italia Avs esulta, in Spagna è il ministro Felix Bolanos a spiegare che «Questo è un accordo magnifico. Oggi è un grande giorno per gli inquilini (che però hanno contestato il provvedimento, ndr) e i piccoli proprietari. E una brutta giornata per gli speculatori». Per fortuna sia qui sia in Spagna la realtà delle cose è un po’ diversa. In Italia la sinistra è all’opposizione e con gli ultimi colpi del governo Meloni per combattere la crisi energetica, rischia (per fortuna) di restarci per altri cinque anni almeno. In Spagna, invece, questo decreto è sì stato approvato dal Consiglio dei ministri, ma ora dovrà passare al voto del Parlamento, dove il governo è senza una maggioranza.