Inquinamento russo sul voto italiano. Non quello politico, bensì le primarie del centrosinistra. E a lanciare l'allarme non sono gli 007, ma il senatore dem Filippo Sensi, uno che di comunicazione (fin da quando sedeva a Palazzo Chigi, a fianco di Matteo Renzi) se ne intende parecchio.
Il retroscena di Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera è tellurico e rischia di sconvolgere ancora di più un'alleanza, quella tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle, che mai come in queste ore sembra vacillare dopo le bordate incrociate tra i rispettivi leader Elly Schlein e Giusepep Conte.
In ballo, come da qualche mese a questa parte, c'è la scelta del capo che dovrà sfidare Giorgia Meloni. In assenza di accordo tra le forze progressiste, si dovrà ricorrere alle primarie. Accanto ai tradizionali gazebo e sedi, c'è ovviamente anche l'opzione del voto online tanto caldeggiata dai 5 Stelle. E qui, secondo molti riformisti dem, sta "il rischio di un possibile inquinamento, temono insomma che Mosca possa decidere di avere un qualche interesse, diciamo così, nel favorire la corsa a Palazzo Chigi di Giuseppe Conte, le cui posizioni sul conflitto in Ucraina sono note".
Non è solo una voce. Alle inquietudini di Schlein e "moltissimi altri fedeli al correntone di Dario Franceschini, Roberto Speranza e Andrea Orlando", sottolinea Roncone, si aggiunge dettagli significativi. Al grillino Ricciardi che insiste per un voto online "senza alcun obbligo di pre-registrazione, perché sarebbe folle burocratizzare la partecipazione a una festa di popolo. E, ovviamente, senza la necessità di essere iscritto a un partito della coalizione", replica indirettamente Sensi, con una battuta fulminante e illuminante: "Qui il rischio è che invece che da Volturara Appula (paese natale di Conte, ndr) poi si mettano a votare da Minsk (la capitale della Bielorussia, Paese satellite di Putin)".
Parole che spiegano meglio anche l'allarme lanciato qualche giorno fa da Lorenzo Guerini, leader dei riformisti ma soprattutto presidente del Copasir, l'uomo che tutto (o quasi) sa dei servizi segreti: "Penso che le votazioni sul web rischino solo di creare grande confusione. Preferisco che le persone vengano in carne ed ossa ai gazebo".
"Il problema - aggiunge Sensi a Roncone - è che non siamo in un momento neutro, siamo invece dentro una stagione satura di possibili interferenze, manipolazioni, algoritmi misteriosi e difficili, forse impossibili da controllare... Il rischio che le primarie del Campo largo aperte e online possano essere hackerate, purtroppo, è consistente. Io non vorrei che passassimo da Rousseau direttamente ai russi".