“È già domani”. Un titolo, quello del nuovo libro del sindaco di Genova Silvia Salis, che sa molto di avviso ai naviganti. Se, infatti, nelle 208 pagine pubblicate ieri il primo cittadino ripropone il mantra degli ultimi mesi «io sono stata eletta per guidare Genova. Non per immaginare il mio prossimo incarico» - le allusioni a un suo ruolo nazionale sono continue e neppure troppo velate. La data d’uscita, del resto, non lascia dubbi: pochi mesi prima delle politiche, quando la corsa per guidare l’opposizione sta entrando nel vivo. Interviste, presentazioni, comparsate in tv: la campagna di Silvia Salis è appena iniziata. Nel libro, il ragionamento del sindaco di Genova parte da un assunto: «Manca un leader riconosciuto del centrosinistra». Nel campo largo non esiste una figura con «la capacità personale di esercitare un forte ascendente, fascino e influenza sugli altri.
Nasce da un misto di presenza, empatia e comunicazione efficace, che spinge le persone a seguire o ammirare un individuo». Non lo dice esplicitamente, non fa nomi e cognomi (quelli di Elly Schlein e Giuseppe Conte), ma lascia ai lettori tirare le somme sullo stato comatoso in cui versa la coalizione: «Voi riconoscete queste caratteristiche in qualcuno dei volti della politica di oggi? Ognuno ha la sua risposta. E temo di conoscerla». Una chiosa più che eloquente. Come fare quindi per battere Giorgia Meloni? Silvia Salis si sfila, ripete che continuerà ad amministrare Genova. Peccato che, poche pagine dopo, si ributti a capofitto nella partita per la leadership del campo largo. «La mia scelta è chiara: no, non farò le primarie. Non è un giudizio eterno sullo strumento e non è un modo per sottrarmi al campo largo. È il contrario. In questa fase considero più importante proteggere una costruzione ancora fragile, consolidare la direzione, dimostrare che l’unità non è una formula pronunciata soltanto quando conviene». Ma come? La sua priorità non era Genova? Eppure basta girare pagina per leggere l’autrice in versione leader nazionale.
Per sponsorizzare la sua leadership, Salis evidenzia a più riprese la sua capacità di tenere insieme tutte le forze del centrosinistra, da Avs ad Azione, allargando addirittura il perimetro dell’attuale campo largo. Parlando della sua campagna elettorale, ricorda che «tutti nel centrosinistra genovese, tesserati e non, si misero a remare insieme nella stessa direzione, dimenticando gli schieramenti e le divergenze». Esattamente il contrario di quanto sta succedendo oggi nell’ammucchiata giallorossa. Insomma, il messaggio pare chiarissimo: a sinistra c’è bisogno di qualcuno che faccia sintesi, chi meglio di me?
OPERAZIONE SIMPATIA
Per convincere tutti - piddini, grillini, verdi, riformisti e chi più ne ha più ne metta Salis infarcisce il testo delle proposte più disparate. Dal salario minimo, «uno dei primi obiettivi che mi sono data appena insediata a Palazzo Tursi», al sostegno alla causa pro-Pal: «Sono scesa in piazza per la Palestina e per Gaza, ho partecipato alla partenza della Global Sumud Flotilla, ho parlato di genocidio in ogni occasione utile e avviato un tavolo per monitorare le armi che passano dal porto». Non manca, addirittura, la critica all’attuale assetto dell’Ue in salsa pentastellata. Un occhiolino alle femministe, raccontando della sua gravidanza tramite fecondazione assistita «come ha fatto la deputata democratica statunitense Alexandria Ocasio-Cortez». E pure qualche ammiccamento alla galassia green, definendo la transizione ecologica «la più grande trasformazione industriale del nostro tempo». Un intero capitolo è poi dedicato alla sicurezza: difendendo a spada tratta l’operato dei sindaci progressisti nelle grandi città, Salis etichetta la «narrazione secondo cui la sicurezza sarebbe un problema soprattutto nelle città amministrate dal centrosinistra», un dato «falso». Diciamo che il fato non è stato particolarmente benevolo con la nuova paladina della sinistra nostrana: il volume, infatti, è uscito in libreria proprio il giorno dopo la pubblicazione della classifica delle città più insicure, elaborata dal Sole 24 Ore. Risultati? Cinquina dem in cima alla classifica delle città con più reati denunciati. Sipario.
INDIPENDENTE
Salis, pur provando ad accreditarsi con le varie anime del campo largo, sconta un pregiudizio che rischia di comprometterne fortemente le possibilità di aspirare alla leadership: essere identificata come la candidata di Matteo Renzi. Per questo, nel libro è contenuto un passaggio molto duro sull’eccessiva frammentazione della politica, specie per colpa di partiti personalistici. «Ogni partito, anche minoritario, diventa potenzialmente decisivo per la sopravvivenza di un governo. Questo non rafforza la democrazia, la rende più debole. Il pluralismo politico è una ricchezza quando esprime differenze che hanno un riscontro reale nella società. Quando invece la frammentazione diventa una forma di personalizzazione del potere, il sistema perde capacità di progettazione». Se è vero che il nome dell’ex premier non viene fatto esplicitamente, a pensar male non si fa sempre peccato... Se Silvia Salis ad oggi è il sindaco di Genova, in queste pagine si capisce che per lei è già domani.