"Vogliamo dare un segnale politico forte e di testimonianza su queste tematiche". A che cosa si starà referendo con queste parole il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Devis Dori? Al caro benzina? Alla sanità pubblica? Alla scuola? Agli stipendi? No, a niente di tutto questo.
Dori sta parlando - udite, udite - degli allevamenti intensivi di polpi. Allevamenti che, secondo alcuni ambientalisti, vengono progettati per soddisfare le esigenze dei ricchi, di chi frequenta i ristoranti di lusso. E che quindi Avs si sente in dovere di contrastare.
A portare in Parlamento una proposta di legge sul tema è stato lo stesso Dori. Il ddl presentato in Aula punta a impedire la realizzazione di impianti destinati all’allevamento intensivo di queste specie. "Si tratta - ha detto - di una battaglia che mette insieme benessere animale, sostenibilità ambientale e futuro della produzione ittica". A preoccupare le associazioni animaliste sono soprattutto le condizioni di vita degli animali, costretti in spazi limitati e sottoposti a possibili situazioni di stress. "Per questo esprimiamo contrarietà totale a quegli allevamenti intensivi che vanno a compromettere gli ecosistemi e il benessere animale", ha aggiunto Dori.
Peccato che molti, tra cui gli stessi biologi, sostengono che l'allarme sia totalmente ingiustificato. Carlos Rosas, biologo messicano che ha collaborato con Nueva Pescanova, afferma che l’obiettivo degli allevatori sia quello di creare ambienti adatti agli animali anche perché il loro benessere favorisce la crescita. Non ci sarebbe dunque alcun vantaggio ad allevare i polpi in un ambiente ostile. Anzi.
C'è poi uno studio del 2025, realizzato da ricercatori specializzati in cefalopodi, provenienti da 66 istituzioni di 25 Paesi, e pubblicato su Marine Policy, nel quale viene spiegato come vietare preventivamente tutti gli allevamenti di polpi sarebbe ingiustificato, perché una produzione regolamentata potrebbe offrire benefici economici e ambientali. La nuova battaglia di Avs, dunque, oltre a non essere evidentemente al centro degli interessi dei cittadini, non trova nemmeno un riscontro tra gli specialisti del settore.