"Al collega Provenzano, che ha parlato di un vertice dove non sarei andata perché non c'era Trump a vezzeggiarmi... vezzeggiare significa trattare qualcuno con carezze e moine: io non so come devo interpretare questo atteggiamento, io faccio politica da 35 anni e qui ci sono arrivata non con le carezze e le moine, ma con le mie idee, combattendo, dimostrando il mio valore e con il consenso dei cittadini e non utilizzerebbe questo tono con un collega maschio, bisogna fare i conti con una certa misoginia che ha impedito alla sinistra in Italia di consentire alle donne di arrivare dove meritavano": la premier Giorgia Meloni lo ha detto rivolgendosi al responsabile esteri del Pd Peppe Provenzano, nelle repliche in Aula della Camera.
LA REPLICA AD AVS
"In questi anni il governo ha preso provvedimenti strutturali sul tema dell'energia: dal decreto bollette fino ad arrivare alla riapertura del nucleare. Io e Bonelli non siamo d'accordo ma non mi è chiarissimo quale sia la proposta dei Verdi per l'energia: perché il petrolio no, e il gas no, il nucleare no, sulle rinnovabili non abbiamo fatto abbastanza. Temo che ci rimangano solamente le candele". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le repliche alla Camera in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre, rispondendo ad Angelo Bonelli (Avs).
LA STOCCATA ALLE OPPOSIZIONI
"Mi dispiace che si debbano dire delle falsità per sostenere una centralità che l'Italia secondo voi non avrebbe. Sono certa che voi sareste in grado di fare meglio, che portereste pace, prosperità, che mettereste tutti d'accordo, ma se posso darvi un consiglio: prima di provare a mettere d'accordo Putin e Trump provate a mettere d'accordo Magi e Fratoianni in un'unica risoluzione": ha detto con tono sarcastico la presidente del Consiglio rivolgendosi alle opposizioni in aula.
LA REPLICA AL PD
"Qui sull'Ucraina c'è una maggioranza, mi pare che i problemi siano dall'altra parte". Così la premier, Giorgia Meloni, rivolgendosi al Pd in replica alla Camera dopo il dibattito sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo. E ancora: "Visto che vi candidate a governare la nazione, chiedo oltre a delle critiche quali sono le proposte alternative. Io penso che la soluzione per questa nazione sia favorire il mix energetico, abbiamo lavorato in questo senso, abbiamo lavorato sulle rinnovabili, più 40% di produzione, Provenzano ci dice non è abbastanza, è comunque molto meglio di quello che è stato fatto dai governi dove c'erano anche queste grandi tendenze ambientaliste. Abbiamo fatto quindi meglio di quanto sia stato fatto in passato. Stiamo cercando di produrre un mix energetico, voi non siete d'accordo sul mix energetico, prima o poi spero che ci direte anche come pensate di garantire l'approvvigionamento energetico della nostra nazione nell'attuale contesto".
LA REPLICA AL M5S
"Sull'Ucraina, al Senato noi abbiamo presentato una risoluzione che chiede di sostenere una tregua energetica tra Russia e Ucraina e quindi la conseguente cessazione degli attacchi russi alle centrali elettriche ucraine e ucraini alle raffinerie russe. Il Campo largo ha abbandonato l'Aula per non partecipare alla votazione e mi chiedo se alla Camera farete la stessa cosa e mi chiedo perché. Mi chiedo cosa ci sia in questa proposta che non è sostenibile. Forse non siamo liberi di sostenere lo stop degli attacchi russi contro l'Ucraina? Perché se così fosse, vi prego, almeno non mi fate la morale sulla difesa dell'interesse italiano e sulla libertà di difendere posizioni nell'interesse italiano". Così la premier Giorgia Meloni rivolgendosi ai Cinque stelle in sede di replica alla Camera. Rispondendo alla senatrice pentastellata Maiorino, ha aggiunto: “Ogni volta che vengo in quest’Aula, da parte vostra io sento solo improperi, insulti, tentativi di ridicolarizzare il lavoro che cerchiamo da fare. Non so se siate davvero convinti che questo nasconda il fatto che oggettivamente non sapete cosa proporre, cosa fare, cosa dire, dove andate. Penso che questi insulti non coprano la difficoltà del vostro posizionamento. Penso che questi insulti non coprano la pochezza delle vostre soluzioni. Penso che gli italiani vedano quello che state facendo. E non credo che chi ci guarda si senta rassicurato da questa lotta nel fango nella quale vorreste trascinare il Parlamento della Repubblica italiana”. E poi: "Prendo atto delle vostre posizioni anche sul tema dell'imperialismo americano, vi chiederei di essere conseguenti e dire quale è la posizione dell'Italia rispetto all'alleanza atlantica" in caso di ritorno al governo, "se ritenete che l'Italia dovrebbe abbandonarla o no. Non credo si possa stare col piede in tutte le scarpe non credo che si possa dire che gli americani sono imperialisti e poi correre a pranzo con Zampolli, un po' come abbiamo già visto fare con la Merkel".
MELONI RISPONDE A FN E VANNACCI
"Cercherò di dare qualche spunto, che non sia già stato oggetto della mia relazione e delle mie repliche di questa mattina, come sempre replicando soprattutto agli argomenti delle opposizioni, quindi mi concentrerò sul campo larghissimo, mettiamola così. Partendo con l'onorevole Ravetto", deputata vannacciana. Ha esordito così la premier iniziando le repliche alla Camera. "Se nel reiterare" la proposta di importazione del gas russo "non si stanno difendendo gli interessi italiani, quali sono gli interessi che si stanno difendendo? Perché voi siete liberi di difendere gli interessi che volete, ma se difendete interessi che non sono quelli italiani non mi fate la morale sulla difesa degli interessi italiani", ha aggiunto Meloni durante le repliche alla Camera in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre, replicando all'intervento di Laura Ravetto di Fn. E ancora: "Quello che noi stiamo facendo sull'Ucraina è quello che c'è scritto nel nostro programma, programma con il quale ci siamo presentati al cospetto degli italiani nel 2022 e siamo stati eletti anche lei e tutti i suoi colleghi. Io sono certa che il cambio di posizione in finale di legislatura sia genuino e non sia determinato dal rischio di una mancata rielezione nei partiti nei quali eravate stati rieletti, ma in questo caso sarebbe più credibile se rassegnaste le dimissioni e vi ricandidaste con le nuove tesi che sostenete. In tutti gli altri casi siamo di fronte a uno dei tanti casi di trasformismo che abbiamo visto nella storia parlamentare e mi perdonerà se questo rende le sue argomentazioni per me meno interessanti".