Quella brutta abitudine della sinistra di considerare dei fessacchiotti (per non dire altro) gli elettori del centrodestra ha contagiato anche Silvia Salis. Il sindaco di Genova ha cominciato nella sua città il tour promozionale del nuovo libro “È già domani”. Una serie di appuntamenti nelle principali città italiane insieme a Corrado Formigli.
«Che cosa invidia a Giorgia Meloni» le ha chiesto, tra le altre cose, il conduttore di Piazzapulita. Domanda a cui il sindaco si è lasciato andare a una serie di sorrisetti e sghignazzamenti vari. «No, no, no, so cosa rispondere ma devo trovare le parole giuste», si è giustificata. Quale incredibile concetto avrà mai dovuto elaborare, vi chiederete. Ebbene, ecco il colpo di genio: «Il suo elettorato e la capacità del suo elettorato di avere la memoria un po’ corta». Eh beh certo, dopo gli elettori «che hanno poco studiato» e votano a destra (Stefano Bonaccini dixit), ecco quelli smemorati che votano Giorgia Meloni. Il solito disprezzo per chi non la pensa come loro, nulla di nuovo.
Al contrario, ci ha tenuto a sottolineare il primo cittadino di Genova, «i nostri si ricordano tutto tutto tutto». “Chissà come mai?”, dovrebbe chiedersi la Salis; magari ripensando alle infinite contraddizioni della sinistra negli ultimi 10 anni. Dal ritiro dalla politica di Matteo Renzi, che milioni di italiani stanno ancora aspettando di vedere, all’alleanza con il Movimento 5 Stelle, dipinto fino al governo gialloverde come il male assoluto. Per non parlare delle lotte intestine al Pd e a quella sua incredibile capacità di arrivare al governo senza mai vincere le elezioni. Così, giusto per dare qualche spunto.
Ma ascoltando l’intervento della Salis, un’altra frase salta all’orecchio. Mentre rideva di gusto, dal pubblico si è alzato un forte brusio. Di colpo, il sindaco interviene: «Nessuna battuta sul fisico. Non facciamo come loro», redarguisce qualcuno davanti a lei. “Loro” chi, esattamente? Non sarà che gli elettori del centrodestra, oltre ad avere vuoti di memoria dentro la cabina elettorale, sono pure tutti misogini? Alla nuova paladina del mondo progressista deve poi essere sfuggita la sequela infinita di insulti che quotidianamente vengono rivolti al premier. Non solo da perfetti sconosciuti.
Asia Argento, nel 2017, commentò una foto di Meloni scrivendo «schiena lardosa». Una giornalista, per attaccarla, la derise dicendole: «Sei alta un metro e venti. Non ti vedo neanche». Oliviero Toscani la definì «brutta, volgare, ritardata»; Maurizio Landini «una cortigiana». E si potrebbe andare avanti. Mi sa che anche la Salis deve avere un po’ la memoria corta... Chissà, magari l’anno prossimo voterà il centrodestra.