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Landini e Campo largo bloccano Roma

sabato 17 ottobre 2026

3' di lettura

Dopo il venerdì rosso dei cortei studenteschi, oggi sarà un’altra giornata di fuoco. È la “rivolta sociale” che il leader della Cgil Maurizio Landini va tanto invocando da mesi. Questo pomeriggio si replica: a scendere in piazza sarà il sindacato insieme a un centinaio di associazioni, tutti sotto lo slogan “La via maestra, insieme per la Costituzione”. Eh già, di nuovo tutti nascosti dietro la Costituzione, brandita come fosse cosa loro.

La manifestazione della Cgil porterà alla paralisi di mezza Capitale: sono previsti due cortei che partiranno alle 13.45 da piazza della Repubblica e da piazzale dei Partigiani per arrivare a piazza San Giovanni, dove a partire dalle ore 15.15 inizieranno gli interventi dal palco. La star della “rivolta”, neanche a dirlo, sarà Landini, che con il suo intervento chiuderà l’agitazione. Prima di lui, un ricco parterre di compagni: dal presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo a Rosy Bindi, da Gustavo Zagrebelsky a don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Senza dimenticare gli interventi dei portavoce delle associazioni studentesche della sinistra (UDU, Link, Rete Studenti Medi, Unione degli Studenti) e dei rappresentanti di Arci, Acli e dei gruppi ambientalisti come Greenpeace, Legambiente, WWF, Transport&Environment e Kyoto Club. Insieme a loro, ad agitare la piazza, orde di tendini e occupanti abusivi, tra cui quelli del centro sociale Spin Time.

LA SFILATA ROSSA

Come se non bastasse, al corteo prenderanno parte anche i leader del campo largo. Il primo che ha annunciato la sua presenza è stato Giuseppe Conte, che sfilerà insieme a una delegazione del Movimento 5 Stelle. A ruota sono arrivati gli annunci di Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Elly Schlein, anche loro con a seguito una rappresentanza dei rispettivi partiti. Tutti alla corte di Landini.

La protesta di oggi servirà per lanciare quello che, di fatto, è il programma elettorale della Cgil; sempre meno sindacato, sempre più partito. Anche perché, le divisioni interne al campo largo e la debolezza delle leadership di Schlein e Conte stanno aprendo delle praterie agli altri aspiranti leader del centrosinistra.

I volantini diffusi dalla Cgil sono un concentrato di statalismo, slogan e proposte fumose. Dalla semprerossa tassa patrimoniale al reddito di cittadinanza, fino alla tassa sugli extra-profitti (qualsiasi cosa siano), i cavalli di battaglia dell’attuale campo largo non possono ovviamente mancare. Il sindacato propone poi di «rinnovare rapidamente i contratti pubblici e privati»: possibilmente non come quello dei vigilantes, firmato proprio da Landini a 5 euro all’ora... Non mancano i no, come quello alla flat tax e all’Autonomia differenziata, ma anche alla nuova legge elettorale. Per la Cgil serve «restituire al popolo sovrano piena rappresentanza e ricostruire il rapporto tra eletti ed elettori nel rispetto del principio di rappresentatività e di uguaglianza del voto». Evidentemente devono essersi persi che è proprio l’obiettivo del testo appena approvato, attraverso il quale il governo Meloni ha reintrodotto le preferenze.

Ma il meglio deve ancora venire. Ecco la posizione della Cgil sui conflitti: «Rifiutare la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti tra stati; cessare il fuoco in Ucraina e in tutti i luoghi di conflitto nel mondo». Ma dai... Ovviamente, in puro stile grillino e in linea con le proteste degli studenti, non può poi mancare la richiesta di disarmo mondiale. Del resto, se Landini chiede, Putin e Xi sicuramente eseguiranno...

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