"Abbiamo provato a dare una mano dal punto di vista della partecipazione democratica, il che non significa che ci sono automatismi o che ci sono stati stretti accordi di chi sa quale natura". Igor Taruffi, pezzo grosso del Partito democratico e braccio destro di Elly Schlein, lo dice con una punta d'imbarazzo e ospite a Start su Sky Tg24 precisa che Maurizio Acerbo non si siederà al tavolo del campo largo.
"Lo abbiamo sempre detto, poi vedremo da qui alle elezioni. Al momento avvieremo una discussione progressista e come è noto Rifondazione non ci sarà. Dopodiché vediamo, le elezioni sono più avanti. La discussione programmatica verrà fatta con le forze che sono rappresentate in Parlamento e che sono quelle che conosciamo nel centrosinistra: Pd, 5 Stelle, Avs e forze moderate e centriste", ha precisato Taruffi riguardo a Rifondazione comunista di Acerbo, comunistone duro e puro e per nulla rinnegato a cui Schlein ha letteralmente "prestato" il senatore Andrea Crisanti, eletto nel 2022 con il Pd, per far tornare Rifondazione comunista in Parlamento. Come? Semplice: con un Gruppo parlamentare (quello composto da Crisanti, appunto...), Acerbo e RC potranno candidarsi alle elezioni del prossimo anno senza dover raccogliere le firme richieste dalla legge.
A questo punto, non si sa cosa sia più imbarazzante: se la manovra furbetta di Elly o il profilo di Acerbo, neo-alleato del Campo largo. Forse per sgomberare il campo dagli equivoci, il segretario nazionale di Rifondazione comunista ha pensato bene di ricordare a tutti la sua statura politica partendo ieri per una visita ufficiale nella Repubblica popolare cinese, dove resterà fino al 12 novembre. Acerbo interverrà a Pechino al 16° Forum mondiale sul socialismo, organizzato dal Centro mondiale di ricerca sul socialismo dell'Accademia cinese delle scienze sociali, dedicato al pensiero di Xi Jinping sul ruolo del partito comunista.
"Anche se la nostra tradizione comunista democratica italiana è assai distante da quella cinese c'è molto da imparare dal confronto con un partito che ha fatto la rivoluzione nel paese più popoloso del mondo, ha sconfitto analfabetismo e povertà, guida la prima potenza industriale del pianeta e oggi si dà l'obiettivo di una nuova civilizzazione ecologica e della difesa del diritto internazionale", spiega il segretario. "Come Lula noi pensiamo che la Cina sia un interlocutore fondamentale per frenare la corsa verso la guerra e rilanciare il multilateralismo. Mentre il mondo è sempre più sconvolto dalla follia di Trump credo che in tanti auguriamo lunga vita al saggio e prudente Xi Jinping".
"L'Italia e l'Europa non debbono seguire gli Usa nella loro folle nuova guerra fredda contro la Cina, ma lavorare con questo grande paese per un nuovo ordine internazionale e la costruzione delle condizioni economiche e giuridiche per una pace duratura", conclude Acerbo, che non pago delle sviolinate al presidente cinese interverrà anche a un forum internazionale sull'esperienza di Mao a Jinggashan e l'innovazione della teoria socialista mondiale.
"Oggi Mao è considerato un mostro dalla propaganda anticomunista ma nessuno può cancellare il ruolo storico che ha avuto nel guidare la più grande rivoluzione contadina della storia, sconfiggere il fascismo giapponese e porre fine a cento anni di umiliazione e asservimento della Cina alle potenze coloniali europee - spiega un commosso Acerbo -. E' per me un'emozione altissima visitare il suo paese nel 90° anniversario della Lunga Marcia".