Altra provocazione fuori le righe di Lorenzo Pacini. Dopo la frase sulle vetrine spaccate nei disordini di Milano che avrebbero offerto più opportunità di lavoro per i vetrai, il trentenne e assessore del Municipio 1 di Milano e volto radicale del Partito Democratico, ha avanzato una proposta che avrebbe del clamoroso: iniziare a far lavorare i giovani italiani dai 25 anni in poi. Pacini ne ha parlato in un'intervista nel podcast Generazione Sprecata.
"Per me bisognerebbe mettere la scuola dell'obbligo fino a 25 anni per tutti", così ha esordito il piddino. E poi ha continuato: "Nessun ragazzo o ragazza dovrebbe andare a lavorare, a spezzarsi la schiena o a perdere il cervello davanti a un file Exel in ufficio fino ai 25 anni. Tutti, obbligatorio. Fino ai 25 anni vai a scuola: devi istruirti, devi leggere o anche fare un lavoro manuale, quello che ti pare. Tanto dobbiamo lavorare fino a settant'anni. Ci sarà tempo per lavorare".
Incalzato dalle domande degli intervistatori, che sottolineando come sia una scelta che accentui il privilegio e un modo per gravare anche di più sulle spese famigliari, Lorenzo Pacini ha poi sganciato la bomba: utilizzare l'intelligenza artificiale e introdurre un reddito universale. "Arriviamo all'idea che l'intelligenza artificiale sostituisca il lavoro. Questa idea la rendi democratica con l’introduzione di un bel reddito universale che ti garantisce fino ai 25 anni di poter studiare. Un reddito uguale per tutti, per tutti quelli che ne hanno bisogno, perché l'intelligenza artificiale ha sostituito le persone in fabbrica ad esempio".