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Il Pd sul carro di Kimi dopo averlo snobbato

di Fabio Rubini martedì 3 novembre 2026

4' di lettura

Quello del “salto sul carro del vincitore” è da sempre lo sport preferito dagli italiani. Non è (ancora) una disciplina olimpica, ma mai disperare. Qui da noi non esiste campo che ne sia immune: dallo sport alla politica dove c’è vittoria spunta un carro e dietro di esso una folla di persone che sgomita nel disperato tentativo di salirci sopra prima che i posti siano finiti.

A questa pratica piuttosto patetica si dovrà forse abituare anche l’ultimo degli “idoli da carro”, il neo campione del mondo Kimi Antonelli. Snobbato, quasi schifato in quanto italiano che corre per una casa tedesca, dopo un lunghissimo Gp messicano, il 20enne ha scoperto di avere un sacco di estimatori in più.

Campioni mondiali di questa disciplina sono senza dubbio alcuni politici, specializzati nel piazzarsi al posto giusto nel momento giusto, con cambi di casacca tattici spesso consumati alla vigilia di nuove elezioni - o virate su posizioni prese magari solo pochi mesi prima. Nel caso di Antonelli, se più o meno tutto il centrodestra fin da subito ha riconosciuto le sue clamorose capacità - e per capire che era un fuoriclasse non è che ci volesse Churchill... -, i veri campioni del “salto sul carro” stanno tutti a sinistra, in particolare a Bologna. Ma ci torneremo.

IL FEDERATORE

Prima ecco il “bestiario” dei “neo antonelliani”. La segretaria del Pd, Elly Schlein, si scopre appassionata di motori e sui social spiega: «Kimi Antonelli oggi scrive due volte la storia della Formula Uno: a soli 20 anni è il più giovane campione del mondo di sempre e il primo pilota italiano a conquistare il titolo dopo 73 anni. Congratulazioni Kimi!». Goffredo Bettini, uno dei massimi ideologi del Pd, arriva perfino a rammaricarsi: «Magari avessimo un Kimi Antonelli nel centrosinistra. Ecco, quello poteva essere un terzo nome (per sostituire Schlein e Conte, ndr)», perché «è un ragazzo in gamba, ha la faccia di una persona per bene, dà il senso dell’Italia migliore, quella che ha talento ma sa stare al suo posto». Più sobrio il governatore dell’Emilia Romagna Michele De Pascale: «Siamo commossi di fronte al trionfo di Kimi, un giovane che ci fa sognare».

Arriviamo così al campione del mondo di salto sul carro, che è senza dubbio il sindaco di Bologna Matteo Lepore, che non ha perso tempo ad annunciare che «a Kimi è stato assegnato il Nettuno d’Oro, per celebrare questo trionfo leggendario». Tutto giusto per carità, tranne per un piccolo particolare che andiamo a raccontare.

Per farlo tocca riavvolgere il calendario. Siamo a marzo 2026 Kimi Antonelli vince il suo primo Gp di Formula Uno in Cina e subito dopo fa il bis in Giappone. A Bologna Fratelli d’Italia propone al sindaco Lepore di premiarlo con il Nettuno d’Oro, la massima onorificenza civica felsinea. Il sindaco, probabilmente distratto da qualche centro sociale da coccolare, lascia fare al Pd bolognese che glissa: meglio di no, vedi mai che gli porti sfiga (la frase è un riassunto, ma la discussione si è dipanata davvero su quel tema) e così il premio non gli viene assegnato: «Meglio aspettare la fine della stagione e vedere come va», dicono a sinistra. Tradotto: metti che Kimi non vince il Mondiale, il premio lo diamo a un altro. Meglio tenersi le mani libere. Come se vincere il primo Gp di Formula Uno a vent’anni non ancora compiuti non fosse di per sé un’impresa da celebrare.

E non finita qui. A Bologna, si sa, se stai da una particolare parte politica i dubbi si dipanano in un amen, così come la questione della “sfiga”. Passano un paio di mesi e il sindaco Matteo Lepore annuncia in pompa magna che un altro premio bolognese, la “Turritta d’Oro” verrà assegnato al sindaco di New York Zohran Mamdani, che era entrato in carica appena sei mesi prima. E ancora oggi i bolognesi si chiedono che diamine avrà fatto ’sto Mamdani per meritarsi quel premio. Ma questa è un’altra storia.

L’ESEMPIO DI GIGI RIVA

Morale della favola: Kimi avrà meritatamente il suo Nettuno d’Oro con qualche mese di ritardo e con l’imprimatur della sinistra. Giunti a questo punto e pur essendo intimamente convinti che Kimi e la sua meravigliosa famiglia, non abbia bisogno dei nostri consigli, ci permettiamo di raccontargli un aneddoto piuttosto costruttivo: nel 2006 l’Italia vince i Mondiali di Calcio. Il pullman scoperto è pronto per la passerella che si concluderà al Circo Massimo. L’immenso Gigi Riva, che di quella nazionale era il team manager, viene a sapere che su quel “carro” sarebbero saliti anche i dirigenti della Federazione Giuoco Calcio e alcuni membri del governo Prodi bis, di centrosinistra. Tutte persone che solo pochi mesi prima avevano teorizzato la non partecipazione della Nazionale per via dei fatti di Calciopoli. Riva non si scompose, sfiorò con la mano la spalla del conducente, fece fermare il pullman, aprì il porta bagagli, prese il suo trolley e si avviò a piedi alla ricerca di un taxi per tornarsene a casa. È soprattutto da questi particolari che si giudicano i giocatori...

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