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Andrea Giustina: "L'osteoporosiè una 'costosa' malattia sociale"

La European Society of Endocrinology (Ese) propone un’agenda condivisa per arginare l’impatto socio-economico dell’osteoporosi in Europa: lotta all’ipovitaminosi D, diagnosi precoce delle fratture vertebrali, accesso e aderenza alle terapie
di Maria Rita Montebelli sabato 20 ottobre 2018

Professor Andrea Giustina

2' di lettura

L’osteoporosi, interessando oltre la metà della popolazione anziana over 80, rappresenta un’emergenza sia in termini di rilevanza sociale che di costi economico-sanitari.  La European society of endocrinology coglie l’occasione del World Osteoporosis Day per incontrare le autorità europee e presentare una proposta di politiche sanitarie condivise che possa portare benefici su larga scala e migliorare sia la salute dei cittadini che i bilanci statali. “Le fratture da fragilità hanno un impatto economico importante, solo in Italia i costi diretti (ricoveri ospedalieri) ammontano a circa 9 miliardi di euro a cui va aggiunto 1 miliardo di spese indirette quali riabilitazione e perdita di giornate lavorative. Una situazione che ritroviamo anche negli altri stati dell’UE - dichiara Andrea Giustina, ordinario di Endocrinologia al San Raffaele di Milano e presidente eletto della European society of endocrinology - Il documento che presenteremo agli europarlamentari propone in tre punti alcune misure di pratica clinica cost-effective che hanno l’obiettivo di contenere questi costi e abbattere l’incidenza della patologia”. Il documento preparato dall’Ese si articola in 3 punti: . Lotta all’ipovitaminosi D: la maggioranza della popolazione europea (soprattutto del sud Europa) presenta carenza di vitamina D, l’ormone che sintetizzato dalla cute tramite l’esposizione solare, è fondamentale per la mineralizzazione delle ossa. Quando si verifica un deficit di vitamina D è necessario procedere con la supplementazione farmacologica di colecalciferolo . Diagnosi precoce delle fratture vertebrali: spesso misconosciute, caratterizzate da una sintomatologia dolorosa aspecifica o assente e pertanto diagnosticate tardivamente, le fratture vertebrali rappresentano un importante fattore di rischio per ulteriori fratture sia della colonna vertebrale che di femore. Accanto alla prevenzione primaria e secondaria è fondamentale promuovere una cultura della prevenzione terziaria e della tempestività diagnostica in cui l’individuazione tramite morfometria dei soggetti portatori di fratture vertebrali diventi il cardine di una politica che riduca sia il rischio di eventi polifratturativi che l’aumento dei costi diretti ed indiretti Accesso e aderenza alle terapie: recenti studi hanno dimostrato che più del 50 per cento delle donne con osteoporosi non inizia il trattamento farmacologico anti-osteoporotico e che solo una piccola percentuale di quelle poste sotto il trattamento, prosegua la terapia oltre 1 anno. È fondamentale, secondo l’Ese, avviare politiche informative dedicate sia alla classe medica che alla popolazione generale per favorire da un lato l’appropriato accesso alle cure e dall’altro la cultura dell’aderenza alla terapia. “Gli endocrinologi europei auspicano che questa agenda di intervento possa trovare il più ampio consenso tra le istituzioni e si dichiara disponibile ad individuare concretamente gli strumenti più efficaci per implementare gli interventi sulle criticità segnalate, impegnandosi a verificarne sia la messa in opera che l’efficacia da qui a 12 mesi” conclude Giustina. (EUGENIA SERMONTI)

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OSTEOPOROSI
WORLD OSTEOPOROSIS DAY
EUROPEAN SOCIETY OF ENDOCRINOLOGY
ESE
IPOVITAMINOSI D
FRATTURE VERTEBRALI
ANDREA GIUSTINA
EUGENIA SERMONTI
COLECALCIFEROLO

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