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Carta stagnola e pellicola trasparente, l'errore gravissimo: cibi contaminati e rischi per la salute

di Giulio Bucchi domenica 26 gennaio 2020

2' di lettura

Carta stagnola, pellicola trasparente e contenitori in plastica: la contaminazione degli alimenti conservati (male) è sempre in agguato. "Diversi studi condotti dall'Istituto superiore di sanità e dal Comitato nazionale per la sicurezza alimentare - spiegano al Giornale Carlo Signorelli (docente di Igiene alla Università Vita-Salute San Raffaele di Milano) e Tijana Lalic (Servizio Igiene e Alimenti Asl Parma) - hanno confermato che il rilascio di alluminio da utensili o imballaggi è condizionato dalle loro modalità d'uso e da altri fattori quali tempo, temperatura, stato fisico e composizione dell'alimento". Il rischio aumenta quando il materiale entra in contatto con "alimenti acidi o salati per tempi e temperature elevati". I livelli di rischio di alluminio nell'organismo umano sono di 20mg alla settimana per un bambino di 20 chili e 70mg per un adulto di 70 chili: "In caso di continua e ripetuta assunzione, l'alluminio può accumularsi in diversi organi e tessuti come fegato, reni, ossa e tessuto adiposo, e interferire così con diversi processi biologici con conseguenti effetti tossici e infiammatori".  Leggi anche: Carne alla brace, la regola per una cottura sana. Come non rovinarsi l'organismo Anche pellicola trasparente e contenitori colorati potrebbero causare problemi alla salute, visto che "non tutti i prodotti presenti sugli scaffali dei supermercati siano sicuri al cento per cento". Il pvc, "sebbene sia molto performante - spiegano Signorelli e Lalic al Giornale -, non è adatto a ogni utilizzo a causa della presenza di plastificanti, come gli ftalati". In fase di produzione industriale, questo materiale può rilasciare cloruro di vinile e di additivi come il piombo". I rischi maggiori vengono però dalla modalità di conservazione dei cibi, con la possibile "contaminazione da parte di microrganismi come virus o batteri". Alimenti "sensibili" sono "i prodotti della pesca, le preparazioni alimentari combinate, le uova, la carne suina e i loro derivati". I nemici da cui guardarsi? "Norovirus, clostridium botulinum, campylobacter, epatite A, tossine batteriche, Stec, trichinella e intossicazione da istamina". Anche la cottura incompleta o inadeguata, così come quella a temperatura troppo elevata (cibi fritti o grigliati) espongono a rischi.

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