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La nuova malattia degli italiani? L'ansia da ricarica: ne soffre il 50% di chi possiede uno smartphone

di Benedetta Vitetta domenica 8 ottobre 2017

2' di lettura

"Scusate qualcuno un carica batteria da prestarmi?", "Ho il cellulare quasi scarico, e ora cosa faccio...!?!", "Caspita, mi sono dimenticato di ricaricare il cellulare e ora...?!". Siate sinceri, sarà capitato anche a voi di trovarvi - almeno una volta (al mese o addirittura alla settimana!) - in questa spiacevole situazione senza sapere che fare. E a quel punto vi sarà accaduto di diventare improvvisamente ansiosi, nervosi e preoccupati, giusto? Niente paura anche voi soffrite della "ansia da ricarica". Una vera e propria forma patologica che colpisce il 50% degli italiani dipendenti da smartphone. Si tratta di un nuovo sintomo che gli psicologi stanno catalogando con una sua caratteristica specifica. Secondo l'Associazione Donne e qualità della vita, il team di psicologi guidato dalla dottoressa Serenella Salomoni che ha curato questa ricerca in collaborazione con Estra, i sintomi più frequenti di questa nuova ansia sono: palpitazioni e sudorazione eccessiva (28%); insonnia e preoccupazione (24%); incubi notturni (19%); nervosismo e forte irascibilità (16%); mal di testa e disorientamento (13%); altri sintomi (11%). Chi sono i di più di questa patologia? Innanzitutto i single (26%), seguiti dai giovani con un'età compresa tra i 16 e i 35 anni (24%), sempre online soprattutto sui social e Whatsapp. Terzo posto per le donne dai 35 ai 65 anni (18%) che precedono gli uomini (16%), tallonati dagli anziani (15%) che vogliono avere il cellulare sempre carico per qualsiasi evenienza e bisogno. E quali sono gli apparecchi che creano più ansia da ricarica? Il cellulare o smartphone batte tutti (39%), piazza d'onore per iPad o tablet (30%), al terzo posto il pc portatile (26%), seguono iPod o lettori mp3 (21%). Chiudono questa speciale top five gli ebook reader, ovvero i lettori di libri digitali (16%). Come per tutte le situazioni che mettono in allarme l'essere umano, la notte è il momento della giornata che più sfoga queste paure, quindi nel 41% dei casi sono proprio le ore in cui si dovrebbe dormire quelle che favoriscono il diffondersi di queste ansie, che portano chi ne soffre a cercare disperatamente un carica-batterie anche nelle ore più impensate. Segue la mattina (32%), ultimo momento disponibile per alimentare il proprio cellulare prima di iniziare la giornata. Chi è all'ultima spiaggia, sfrutta l'ufficio o il posto di lavoro per rimediare (21%) mentre pendolari o viaggiatori per lavoro cercano un attacco elettrico nel mezzo di trasporto (17%), soprattutto sui treni, dove ormai le prese elettriche sono sempre più presenti.

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