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Demenza e cucina, il nuovo studio che svela come ridurre il rischio

mercoledì 1 aprile 2026

2' di lettura

Un gesto semplice, quasi quotidiano per molti, potrebbe avere effetti sorprendenti sulla salute del cervello: cucinare. Secondo uno studio giapponese pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health, preparare almeno un pasto fatto in casa ogni settimana è associato a un rischio significativamente più basso di sviluppare demenza nelle persone sopra i 65 anni. I ricercatori hanno seguito quasi 11.000 anziani per sei anni, registrando oltre 1.100 casi di demenza. Dai dati emerge che chi si dedica alla cucina almeno una volta a settimana ha un rischio fino al 30% più basso rispetto a chi cucina meno di una volta ogni sette giorni.

Un dato particolarmente interessante riguarda chi ha poca esperienza ai fornelli: in questo gruppo, cucinare una volta a settimana può ridurre il rischio addirittura del 67%. Secondo gli esperti, la spiegazione potrebbe risiedere nello stimolo cognitivo che attività nuove e complesse come cucinare offrono al cervello. Scegliere ingredienti, seguire ricette e coordinare più passaggi richiede memoria, attenzione e capacità di pianificazione: tutte funzioni che, allenate regolarmente, possono aiutare a mantenere attive le connessioni cerebrali.

Gli autori dello studio sottolineano che, pur trattandosi di un’osservazione e non di una prova diretta di causalità, i risultati confermano quanto uno stile di vita attivo e coinvolgente possa influire sulla salute cognitiva. Inoltre, chi cucina regolarmente tende anche a mangiare meglio, muoversi di più e avere più contatti sociali, tutti fattori che contribuiscono a mantenere il cervello in forma.

In un’epoca in cui molti anziani si affidano a pasti pronti o consegne a domicilio, questo studio rilancia l’idea che un gesto semplice come cucinare può diventare un piccolo ma potente alleato nella prevenzione della demenza. Preparare il proprio pasto non è solo nutrizione: è allenamento per la mente.

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