Che strana quest’estate piena di Sole. In questi mesi lo abbiamo evitato come un nemico conquistando ogni cono d’ombra, abbiamo oscurato i suoi raggi con persiane e ombrelloni e combattuto l’impari battaglia con raffiche d’aria condizionata e colpi di ventaglio. Quello stesso Sole che avevamo invocato nei mesi freddi è diventato troppo, troppo caldo, troppo forte, e ci siamo lamentati di lui come di un invasore molesto che si prende spazio e lo brucia. Ma ieri sera per il Sole ci siamo fermati.
Abbiamo alzato gli occhi e aspettato che la Luna lo spegnesse per qualche minuto. Grazie a previsioni, satelliti e orologi precisissimi, sapevamo che sarebbe tornato a illuminare e riscaldare il nostro mondo.
Eppure, dentro di noi riecheggiava la paura atavica di chi, migliaia di anni fa, temeva che al risveglio la luce non sarebbe riapparsa. Immersi nel buio, abbiamo trattenuto il fiato. Il vero potere delle eclissi, forse, è proprio questo: metterci tutti sotto lo stesso cielo e ricordarci le giuste proporzioni. Il Sole è enorme. Noi minuscoli.