Lampi radio rapidi e ricorrenti, fortemente polarizzati, sono stati rilevati in corrispondenza di Beta Pictoris b, un pianeta gigante esterno al Sistema solare. Secondo Kevin N. Ortiz Ceballos, Edo Berger e Yvette Cendes, autori di uno studio depositato sulla piattaforma di prepubblicazione arXiv, si tratterebbe della prima rilevazione diretta di emissioni radio aurorali attribuite a un esopianeta anziché alla stella che lo ospita.
Le osservazioni, effettuate con il radiotelescopio MeerKAT, indicano inoltre che nella regione da cui provengono i segnali il pianeta potrebbe possedere un campo magnetico di almeno 1,25 kilogauss, pari a circa 0,125 tesla. Se confermato, il risultato costituirebbe la prima misura diretta dell'intensità di un campo magnetico planetario al di fuori del Sistema solare.
I campi magnetici influenzano le interazioni tra i pianeti e il vento di particelle emesso dalle rispettive stelle, possono contribuire a regolare la perdita di gas dalle atmosfere e forniscono informazioni sui processi fisici che avvengono all'interno dei corpi planetari. Finora, però, non era stata ottenuta una misura diretta dell'intensità del campo magnetico di un esopianeta. Una delle possibili vie per ricavarla consiste nell'osservare le emissioni radio aurorali, già note nei pianeti del Sistema solare e in alcune nane ultrafredde. Il problema è distinguere i segnali prodotti dal pianeta da quelli che possono provenire dalla stella attorno alla quale orbita. Una sorgente radio individuata nella direzione di un sistema planetario non può infatti essere attribuita automaticamente a uno dei suoi pianeti.
Nel nuovo lavoro, i ricercatori riferiscono di aver localizzato l'emissione in corrispondenza di Beta Pictoris b, identificando caratteristiche che ritengono compatibili con un'origine aurorale. Con MeerKAT, il gruppo ha rilevato sia un'emissione radio persistente sia lampi rapidi e ripetuti, a frequenze comprese tra 0,85 e 3,5 gigahertz. I lampi presentano una forte polarizzazione circolare, una proprieta' che descrive l'orientamento dell'oscillazione delle onde elettromagnetiche.
La combinazione di polarizzazione, rapidità e ricorrenza dei segnali ha portato gli autori a interpretarli come radiazione prodotta dal cosiddetto maser ciclotronico elettronico, un meccanismo associato al movimento di elettroni in presenza di un campo magnetico. Questo meccanismo rende le emissioni radio particolarmente utili per studiare il magnetismo planetario: la frequenza massima alla quale vengono prodotte dipende infatti dall'intensità del campo magnetico nella regione di origine. Sulla base dei segnali osservati, gli autori stimano per Beta Pictoris b un'intensità di almeno 1,25 kilogauss. Il valore riguarda la zona in cui si genera l'emissione e non rappresenta necessariamente l'intensità del campo magnetico in ogni punto del pianeta.
L'eventuale conferma della scoperta aprirebbe una nuova possibilità per lo studio degli esopianeti. Alle informazioni ottenute osservandone le orbite, la luminosità e le atmosfere si aggiungerebbe una misura diretta di una proprietà fisica finora difficile da determinare: il campo magnetico. Le emissioni radio potrebbero così contribuire a comprendere meglio le interazioni tra pianeti e stelle e a ricavare indizi sui processi che avvengono all'interno dei pianeti giganti. Lo studio è stato depositato su arXiv il 15 settembre 2026 e non risulta ancora sottoposto a revisione paritaria. L'attribuzione dei segnali a Beta Pictoris b e la stima del suo campo magnetico dovranno quindi essere valutate e confermate da ulteriori osservazioni.