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Burro, colesterolo e infarto: quale e quando va evitato

di Paola Natali martedì 3 febbraio 2026

2' di lettura

Per decenni il burro è stato considerato il nemico della dieta, colpevole di alti livelli di colesterolo e presunte malattie cardiache, tanto da essere bandito dalle tavole salutiste. Oggi, però, la scienza lo rivaluta poichè non tutti i grassi saturi sono uguali e il loro effetto sulla salute dipende dal contesto alimentare.Il burro non è solo grasso, contiene vitamine A, D, E e K2, essenziali per ossa, pelle e sistema immunitario, e se proviene da animali alimentati con erba è ancora più interessante grazie a un maggiore contenuto di omega-3 e CLA, molecole che favoriscono il metabolismo e aiutano a ridurre l’infiammazione.

Fondamentale le quantità infatti in piccole dosi può essere un alleato del gusto e della salute, soprattutto se inserito in una dieta equilibrata. Le evidenze più recenti sfatano molti vecchi miti: una revisione pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology ha dimostrato che i grassi saturi naturali non aumentano significativamente il rischio di malattie cardiovascolari. Gli esperti sottolineano che latticini interi, cioccolato fondente e carne non processata non dovrebbero essere evitati solo per il loro contenuto di grassi saturi, e alcune ricerche suggeriscono addirittura che possano avere effetti protettivi contro l’ictus.

È vero che i grassi saturi aumentano il colesterolo LDL, ma nella maggior parte delle persone si tratta di LDL grandi, meno dannosi rispetto ai piccoli LDL densi, quelli davvero collegati al rischio cardiaco, il che significa che non tutti i colesteroli LDL vanno temuti allo stesso modo. Il messaggio chiave è chiaro: non si giudica un alimento dal singolo nutriente, conta la qualità complessiva della dieta. Il burro funziona se consumato con moderazione; piccole quantità arricchiscono il sapore dei piatti e forniscono vitamine e grassi utili, mentre il problema nasce solo se si eccede o si sceglie burro industriale e ultralavorato. Insomma, il burro non è più il cattivo assoluto, ma un alimento da usare con intelligenza, privilegiando qualità e equilibrio.

La scienza moderna ci insegna una lezione importante: non è il singolo nutriente a fare male, ma la dieta complessiva. In cucina, come nella vita, i dettagli contano, e il burro, usato con criterio, può essere un ingrediente gustoso e persino salutare.

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burro
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grassi saturi

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