CATEGORIE

Demenza, gli effetti benefici del caffè: quante tazzine bere

di Paola Natali lunedì 30 marzo 2026

2' di lettura

Caffè e tè non sono solo rituali quotidiani o semplici pause durante la giornata: potrebbero avere un ruolo importante anche nella protezione del cervello. Secondo un recente studio, infatti, il consumo moderato di queste bevande è associato a un rischio più basso di sviluppare demenza. La ricerca suggerisce che bere tra le due e le tre tazze di caffè al giorno, in particolare caffè filtrato o “all’americana”, può ridurre il rischio di demenza fino al 18%. Un dato significativo che rafforza l’idea, già emersa in studi precedenti, di un legame tra alcune abitudini alimentari e la salute cognitiva.

Il possibile effetto protettivo sarebbe legato alla presenza di caffeina e di altre sostanze bioattive, come gli antiossidanti, che aiutano a contrastare lo stress ossidativo e l’infiammazione — due fattori coinvolti nel declino cognitivo. La caffeina, inoltre, potrebbe contribuire a mantenere attive alcune funzioni cerebrali nel tempo. Non tutti i tipi di caffè, però, sembrano avere lo stesso impatto. Lo studio evidenzia infatti che il caffè decaffeinato non offre gli stessi benefici, suggerendo che proprio la caffeina giochi un ruolo chiave nel meccanismo di protezione.

Meningite, ecco tutti i sintomi da riconoscere subito

La meningite torna al centro dell’attenzione dopo le recenti notizie provenienti dal Regno Unito. Si tratta di una...

Anche il tè si conferma una bevanda alleata del cervello. Sebbene i risultati varino a seconda del tipo (verde o nero) e delle quantità consumate, il consumo regolare è associato a effetti positivi sulla memoria e sulle funzioni cognitive. In questo caso, oltre alla caffeina, entrano in gioco i polifenoli, composti naturali con proprietà neuroprotettive. Gli esperti, tuttavia, invitano alla cautela: si tratta di associazioni statistiche e non di prove definitive di causalità. Bere caffè o tè, da solo, non basta a prevenire la demenza. Lo stile di vita nel suo complesso, alimentazione equilibrata, attività fisica, sonno adeguato e stimolazione mentale, resta il fattore determinante.  Inoltre, è importante non eccedere. Un consumo moderato può essere benefico, ma quantità eccessive di caffeina possono avere effetti negativi, come insonnia, ansia o problemi cardiovascolari in soggetti sensibili.

Smettere di bere? L'ormone che in gravidanza cancella la "voglia"

Un ormone noto soprattutto per un effetto poco piacevole ovvero la nausea in gravidanza, potrebbe rivelarsi un alleato p...

tag
Caffeina
te
demenza
memoria

Bocca e cervello Lavarsi i denti 3 volte al giorno per scacciare la demenza

I dati raccolti Demenza, le 8 ore di sonno e l'indizio che rivela la malattia: cosa emerge dall'ultimo studio

Attenzione Ictus, l'abitudine che fa schizzare il rischio del 54%: i risultati dello studio

Ti potrebbero interessare

Lavarsi i denti 3 volte al giorno per scacciare la demenza

Paola Natali

Demenza, le 8 ore di sonno e l'indizio che rivela la malattia: cosa emerge dall'ultimo studio

Ictus, l'abitudine che fa schizzare il rischio del 54%: i risultati dello studio

Pisolino nel pomeriggio? C'è il "rischio demenza": lo studio allarmante

Cibo e crollo della fertilità, ecco quali alimenti eliminare

I cibi ultraprocessati tornano al centro del dibattito scientifico, questa volta per il loro possibile impatto sulla fer...
Paola Natali

Fiori da mangiare? Attenzione a quelli che inserite nel piatto

Colorati, profumati e sempre più presenti nei piatti: i fiori edibili non sono più solo un dettaglio decor...
Paola Natali

Mondeghili, la mitica polpetta milanese è questione lessicale e identitaria

Con discreta approssimazione non esiste nulla di più milanese - in essenza - di quanto lo siano i mondeghili. Mi ...
Andrea Tempestini

Farro e malattie cardiovascolari, cosa bisogna sapere

Piccolo, rustico e dal sapore leggermente nocciolato, il farro è tornato protagonista sulle nostre tavole. Non &e...
Paola Natali