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Road map Car-T arriva a Napoli,tavolo di confronto per la terapia

Nel capoluogo campano la 2° tappa del tavolo di confronto per favorire l'introduzione di questa terapia nella regione. Attilio Bianchi: "Lavoreremo per essere pronti, nei tempi previsti, ad accettare e a vincere la sfida della Car T Cell”
di Maria Rita Montebelli domenica 30 giugno 2019

4' di lettura

Delle innovazioni nelle terapie oncologiche e dell’introduzione delle Car-t in Campania si è discusso all'evento ‘Road Map Car-t prospettive attuali e future dell’uso delle Car-t in Italia’ che si è svolto in Campania, presso l'Istituto Nazionale Tumori Irccs Fondazione ‘G. Pascale’ di Napoli. Il convegno si è svolto con con il patrocinio della Regione Campania, della Conferenza delle Regioni e Province autonome e dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS – Fondazione Pascale. Motore Sanità con il contributo di Novartis ha dato vita alla Road Map CAR-T. Una serie di convegni regionali con l'idea di creare un ponte comunicativo tra mondo sanitario, esponenti politici e stakeholder, per mettere i diversi servizi sanitari regionali dello Stivale, in condizione di assumere le migliori decisioni operative che rendano il sistema di cura efficace e sostenibile. Dopo la prime tappe che hanno coinvolto Veneto, Toscana e Lazio, la quarta tappa della Road Map ha portato il discorso sulle Car-T in Campania. La terapia con Chimeric Antigen Receptor T-Cells (CAR-T) si sta imponendo come l’ultima frontiera dell’immunoterapia e in particolare delle terapie cellulari. Nuove terapie ma anche nuove sfide: questo tipo di trattamento in buona parte dei pazienti risolutivo, richiede centri dotati di un apparato organizzativo adeguato, anche per la possibile comparsa di eventi avversi comunemente non riscontrabili con le terapie attualmente in uso, quali la sindrome da rilascio di citochine e problematiche di tipo neurologico. Non ultima per importanza la necessità di formulare nuovi sistemi di rimborso per remunerare il corretto valore di queste terapie. Questo importante traguardo scientifico quindi ha bisogno di un passo in avanti dei SSR per quanto riguarda governance e organizzazione delle sue strutture al fine di garantire ai pazienti più fragili una così nuova ed importante arma per combattere il male che li affligge. Ad aprire i lavori di questa seconda giornata l'ospite di questo convegno Attilio A. M. Bianchi, direttore generale Istituto NazionaleTumori Irccs Fondazione ‘G. Pascale’ Napoli: “La Rete Oncologica Campana si  caratterizza per un driver di fondo: 1+1=3, la ricerca continua cioè di sinergie, che incrementano il valore della semplice somma tra le piccole componenti. Abbiamo condiviso i Pdta, li abbiamo inseriti in piattaforma informatica, profondo carattere distintivo questo per la Roc, e abbiamo costituito i Gom. Il nome stesso di questo convegno rievoca infatti l'acronimo di GOM, a ricordarci che fare Rete vuol dire fondamentalmente lavorare insieme. Come insieme – prosegue Bianchi - lavoreremo perché la nostra regione possa, nei tempi previsti, esser pronta ad accettare e a vincere la sfida della CAR T CELL. Dimensione questa in cui ci candidiamo ad essere i primi in Italia a sperimentarle anche sui tumori solidi. AMORe, la Alleanza fra i 3 IRCCS oncologici dell'Italia Meridionale, racchiude tutto questo, e ne incrementa il valore in chiave sovraregionale. ROC, GOM e AMORe: la coerenza a varie dimensioni". Questo evento è nato con l'intento di creare un tavolo di confronto tra esponenti politici, della sanità regionale e stakeholder tecnici, per favorire l'introduzione di questa terapia. "La Regione Campania ha da subito percepito – dichiara Ugo Trama, responsabile farmaceutica Regione Campania  - l'importanza delle nuove sfide terapeutiche rappresentate dalle CAR-T, individuando in primis, nell'IRCCS Pascale, struttura di eccellenza Internazionale, per professionalità mediche, farmaceutiche ed organizzative, il cardine di questa grande scommessa per tutta la comunità scientifica. Le CAR-T, come le nuove terapie geniche che si stanno rendendo disponibili, sono la nova frontiera nell'ambito delle cure in ambito ematologico – prosegue Trama – ed oncologico, purtroppo però l'innovazione deve fare il pari con la sostenibilità, quindi visti i costi che queste cure avranno è necessaria una programmazione attenta ed una presa di coscienza forte da parte di chi opera in sanità. Bisogna ottimizzare al meglio quanto a disposizione come risorse economiche, per esempio nel caso della spesa farmaceutica, visto che le CAR-T rientreranno in questa, bisogna cercare a parità di efficacia di prediligere terapie economicamente più vantaggiose come nell'utilizzo dei biosimilari". "La Regione Campania – aggiunge il responsabile Farmaceutica Regione Campania -  sta già lavorando da alcuni mesi per consentire l'accreditamento di una struttura preposta all'utilizzo delle CAR-T, le norme emanate dal Ministero della Salute e dall'Aifa sono molto restrittive, quindi si avranno solo pochi centri di eccellenza autorizzati in tutta Italia all'utilizzo delle nuove terapie, fortunatamente la Rete Oncologica, punto di forza della Sanità Campana, sotto il diretto coordinamento della Direzione Generale Salute e del SSR della Regione Campania ha dato un grande impulso per ottimizzare i tempi di accreditamento. E' mio parere in fine – conclude l'esperto - in considerazione dell'alto potenziale clinico atteso, da gestire con pochi centri autorizzati o comunque nell'immediato pronti all'utilizzo delle terapie CART, garantire un accesso omogeneo dei pazienti sul territorio nazionale, mediante una programmazione centralizzata, di diretta gestione per esempio dell'Aifa". Durante l'evento si è discusso anche della possibilità di creare un polo di produzione di Car-T in Italia, le così dette Cell factory, se gli esperti hanno concordato che possa essere un’ottima idea, sia per semplificare il percorso delle terapie hanno sottolineato le difficoltà di applicarle nel futuro prossimo. Come sottolineato da Antonello Pinto, direttore Dipartimento Ematologico SC Ematologia Oncologica, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale: "Se si parla di un progetto sul lungo periodo, è fattibile ed utile, ma se si parla dell'immediato futuro è infattibile. Bisogna essere consapevoli – prosegue l'esperto – che (considerando la cessione da parte della aziende delle molecole) tra tempi di creazione degli stabilimenti, tempi di ricerca, sperimentazione e accreditamento ci vorrebbero almeno 10 anni" tempo a cui i pazienti che potrebbero e vorrebbero utilizzare le Car-T non hanno.  (ANNA CAPASSO)

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