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Simit: "casi di meningite stabilima serve sempre alta vigilanza"

La Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit) ribadisce i fondamenti scientifici su cui si basa l’impiego dei vaccini e sottolinea nuovamente la loro fondamentale importanza come strumento di salute e prevenzione
di Maria Rita Montebelli giovedì 31 gennaio 2019

Massimo Galli

3' di lettura

Lapidaria la posizione della Simit sui vaccini, espressa per bocca del suo presidente Massimo Galli: "Le posizioni contrarie ai vaccini creano confusione e disorientano i genitori, e seguendo vie parallele che nulla hanno di scientifico si rischia di alimentare una spirale pericolosa, il nostro impegno è quello di salvaguardare la salute e limitare tutte le complicanze e i decessi evitabili. Senza copertura si consentirà a sierogruppi di meningococco a più alta patogenicità di continuare a circolare, specie tra i più giovani". La presa di posizione fa seguito alla notizia del bimbo di due anni deceduto a Bologna per sepsi meningococcica da meningococco B, che secondo gli esperti infettivologi "impone di tornare su due argomenti, malattia invasiva da meningococco e vaccini. Per quanto riguarda la malattia invasiva meningococcica, va ricordato che i casi segnalati in Italia nel 2015, 2016 e 2017 sono stati rispettivamente 189, 220 e 200. Nel 2018 sono stati 198, con 18 decessi. Il numero di casi all’anno è quindi abbastanza stabile, mentre gennaio è costantemente il mese con più segnalazioni. Stiamo quindi assistendo, in questi giorni, alla ripetizione di un dramma a copione fisso, accolto ogni anno dallo sconcerto di molti che sembrano rendersi conto, ogni volta come se fosse la prima volta, che questa malattia esiste e causa un certo numero di decessi soprattutto in bambini e giovani adulti sani. Quello che rattrista è che buona parte dei decessi nei bambini avrebbe potuto essere evitata se gli stessi fossero stati debitamente vaccinati. Il Piano nazionale vaccinazioni prevede la vaccinazione per il meningococco B, il sierogruppo più frequentemente responsabile di malattie invasive (meningiti e sepsi) a partire dal terzo mese di vita e per il meningococco C dal 13° mese. Le coperture vaccinali continuano però a essere insufficienti. Solo il 38,5 per cento dei bambini nati nel 2015 risultava vaccinato per il meningococco B al compimento del 24° mese di vita. Le vaccinazioni antimeningococciche sono state prima incluse, poi tolte dall’elenco delle vaccinazioni obbligatorie attualmente previste per legge in Italia e mantenute come vaccinazioni raccomandate. Evidentemente la raccomandazione non basta. Così continuando, si continueranno a piangere decessi evitabili e si consentirà a sierogruppi di meningococco a più alta patogenicità di continuare a circolare, specie tra i più giovani. Le posizioni contrarie alle vaccinazioni, o che mascherano il rifiuto con la legittimazione della così detta hesitancy (esitazione) e della valutazione caso per caso (che maschera la ricerca di pretesti per esenzioni non giustificabili) contribuiscono a creare confusione e a disorientare genitori che possono incorrere in scelte sbagliate, mancando al dovere di proteggere i loro figli, con conseguenze, come si è potuto vedere, in qualche caso drammatiche. La Simit, nel ribadire i fondamenti scientifici su cui si basa l’impiego dei vaccini e nel sottolineare nuovamente la loro fondamentale importanza come strumento di salute, pubblica ed individuale, rinnova e ribadisce la propria adesione al 'Patto per la Scienza', ricordando in modo specifico il punto in cui si invitano tutte le forze politiche a prestarsi a sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica come il negazionismo dell’Aids, l’anti-vaccinismo, le terapie non basate sulle prove scientifiche". (EUGENIA SERMONTI)

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