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Mici: ecco le analisi che svelanoIl loro costo economico e sociale

Un convegno tenuto negli scorsi giorni a Roma punta i riflettori su questo gruppo di patologie, che affligge oltre 200mila persone nel nostro paese e che determina una spesa ingente
di Maria Rita Montebelli domenica 15 luglio 2018

3' di lettura

Sono più di 200 mila le persone affette in Italia da una malattia infiammatoria cronica intestinale (Mici), un numero ‘pesante’ anche perché corrisponde a un costo a carico del sistema previdenziale (Inps) di circa 21 milioni all’anno. Un dato, finora non rilevato, che corrisponde a circa il 34 per cento dei costi sostenuti dal Servizio sanitario nazionale e che, insieme a quelli così detti ‘out of pocket’ – ovvero le spese sostenute direttamente dai pazienti - rappresenta l’ultimo tassello per una analisi a tutto tondo dell’impatto delle Mici. Questi alcuni dati dello studio ‘Valutazione dei principali indicatori, dei costi diretti, indiretti e sociali correlati delle inflammatory bowel diseases (Ibd), condotto dal centro Economic evaluation and health technology assessment (Eehta) del Centre for economic and international studies (Ceis) della facoltà di economia dell’Università di Roma Tor Vergata, presentato al convegno ‘Ibd: impatto sociale e analisi dei costi correlati’ organizzato da Ma Provider, con il patrocinio del Ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità, Italian group for inflammatory bowel diseases (Ig-ibd) e Amici onlus e realizzato grazie al contributo di Takeda Italia.  “In termini di spesa, i costi complessivi delle prestazioni previdenziali, assegni ordinari di invalidità (Aoi) e pensioni di inabilità (Pi), per colite ulcerosa e morbo di Crohn, nel periodo di analisi considerato (2009-2015), ammontano a 125 milioni di Euro, pari a circa 21 milioni di euro spesi ogni anno – ha affermato il professor Francesco Saverio Mennini, research director del centro Eehta del Ceis - Considerando che i costi diretti sanitari e non sanitari nel periodo preso in esame nello studio (2009-2015) ammontano a 400 milioni di euro, ci si può rendere conto quanto anche il peso sociale rappresenti un elemento da tenere in considerazione nella valutazione dell’impatto complessivo delle Mici”. “Spesso il paziente affetto da Mici riceve la diagnosi a qualche anno di distanza dai primi sintomi, con peggioramento della qualità di vita a volte anche permanente - ha detto il professor Alessandro Armuzzi, segretario generale Ig-ibd - Con la società scientifica Ig-ibd cerchiamo di coordinare l’attività scientifica, educazionale e istituzionale, ma è fondamentale più di ogni cosa il supporto imprescindibile delle associazioni di pazienti”.  Durante la giornata insieme ai costi previdenziali delle Mici, sono stati presentati i dati più significativi della survey ‘Il burden economico delle Mici in Italia”, realizzata da Amici onlus in collaborazione con Altems dell’università Cattolica del Sacro Cuore, sui costi sostenuti direttamente dai pazienti, un dato che offre oggi un quadro molto dettagliato dell’impatto anche economico di queste due patologie. “Le Mici sono patologie croniche invalidanti con un forte impatto sulla vita quotidiana dei pazienti e delle loro famiglie anche dal punto di vista economico – ha spiegato Salvatore Leone, direttore Amici - Con la nostra survey è stato calcolato come il costo a carico del paziente affetto da malattia di Crohn o colite ulcerosa sia di 746 euro mentre, considerando le perdite di produttività generate dall’essere affetto da tale malattia i costi medi raggiungono i 2.258 euro in un anno, con una spesa maggiore nelle Regioni che non hanno ancora applicato i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta) sulle Mici”. L’impatto economico e sociale delle Mici risulta, quindi, oneroso per i pazienti, per il Servizio sanitario nazionale e per l’intera società. Un trend di spesa destinato probabilmente a crescere se non sarà affrontato con un approccio olistico che vede impegnati Istituzioni, clinici e rappresentanti dei pazienti nella valutazione di tutti gli indicatori sociali ed economici a disposizione. (MATILDE SCUDERI)

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