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Lotta ai batteri multiresistentiarriva 'ceftazidima/avibactam'

Importante passo avanti per il trattamento delle infezioni da batteri Gram-negativi multiresistenti: arriva in Italia la 3° generazione, un’innovativa terapia antibiotica di combinazione di Pfizer
di Maria Rita Montebelli sabato 31 marzo 2018

4' di lettura

L’Agenzia europea del farmaco (Ema) nell’Annual Report 2016 ha definito la combinazione ceftazidima/avibactam ‘terapia innovativa’ perché rappresenta una nuova opportunità di trattamento e un progresso per la salute pubblica: adesso finalmente Pfizer annuncia l’arrivo di questo nuova terapia antibiotica anche in Italia, dove è disponibile in regime di rimborsabilità. Ceftazidima/avibactam, la nuova arma sviluppata per il trattamento di gravi infezioni da batteri Gram-negativi resistenti clinicamente rilevanti, è una combinazione di ceftazidima, una cefalosporina di III generazione con profilo di efficacia e sicurezza ben consolidato, e avibactam, un nuovo inibitore della beta-lattamasi non beta-lattamico, che protegge la ceftazidima dall’inattivazione da parte della maggior parte delle beta-lattamasi. Ceftazidima e avibactamlavorano in sinergia: la reale innovazione terapeutica che caratterizza il nuovo antibiotico è proprio avibactam, capace di ripristinare e ampliare l’azione anti-infettiva di ceftazidima contro i patogeni Gram-negativi. «La disponibilità di ceftazidima/avibactamriveste una fondamentale importanza – dichiara Claudio Viscoli, direttore della Clinica di Malattie Infettive Università di Genova e Policlinico San Martino e presidente della Società Italiana di Terapia Antinfettiva (Sita) – si tratta di un nuovo antibiotico di cui avevamo estrema necessità, perché attivo sulla famigerata Klebsiella resistente ai carbapenemici; è una prima soluzione a un grande bisogno insoddisfatto di antibiotici e, insieme ad altri antibiotici già arrivati o in arrivo, dimostra che la ricerca in questo campo non è morta. Avere disponibile questa nuova opzione terapeutica per le infezioni da batteri Gram-negativi resistenti, tanto attesa dai clinici, può cambiare lo scenario». Ceftazidima/avibactam rappresenta un’alternativa terapeutica di alcune infezioni da batteri Gram-negativi multiresistenti, compresi quelli resistenti agli antibiotici carbapenemi, rispondendo così a una delle più importanti esigenze mediche insoddisfatte nella lotta alle infezioni batteriche ospedaliere. Il fenomeno della resistenza agli antimicrobici (AMR anti-microbial resistance), conosciuta anche come antibiotico-resistenza, è diventato un problema drammatico, anche perché sono pochissime le nuove molecole scoperte negli ultimi anni mentre l’utilizzo di antibiotici in tutti i Paesi è in ascesa continua e spesso se ne fa un uso improprio. Basti dire che negli ospedali dell’Unione Europea oltre il 50 per cento degli antibiotici viene usato senza che sia veramente necessario o in modo inappropriato; a ciò si aggiunge che in Europa il consumo di antibiotici specifici per il trattamento delle infezioni multi-resistenti è raddoppiato tra il 2010 e il 2014. In Italia il problema delle resistenze agli antibiotici è particolarmente critico; la percentuale di Klebsielle resistenti ai carbapenemi, antibiotici di ultima scelta, è arrivata a superare il 30 per cento. Le sole infezioni ospedaliere causano ogni anno nel nostro Paese tra i 4 mila e i 7 mila decessi. Tutto ciò ha portato a considerare i batteri Gram-negativi come i ‘nemici numero uno’ della sanità pubblica, in particolare dei pazienti ospedalizzati. «Al momento i problemi maggiori sono quelli causati da patogeni Gram-negativi multiresistenti, appartenenti alla famiglia degli Enterobacteri e ai generi Acinetobacter e Pseudomonas – spiega Claudio Viscoli – le strategie che si possono mettere in atto per controllare la loro diffusione, oltre allo sviluppo di nuovi e più attivi antibiotici,sono fondamentalmente quattro: prima di tutto dobbiamo conoscere l’entità del fenomeno, quanto è diffuso e dove; certamente poi dobbiamo controllare la trasmissione da paziente a paziente di questi patogeni, tramite quello che viene chiamato ‘infection control’, a livello delle strutture sanitarie; terzo punto, il buon uso, l’uso prudente e razionale degli antibiotici, per contrastare le infezioni e ridurre al minimo la pressione selettiva che seleziona i batteri resistenti, strategia nota come anti-microbial stewardship; quarto punto, infine, migliorare e rendere più rapida ed efficiente la diagnostica microbiologica». Ceftazidima/avibactam è un fulgido esempio della visione di Pfizer, azienda impegnata attivamente nella ricerca e sviluppo di nuovi farmaci per le malattie infettive da oltre 75 anni, quando iniziò la prima produzione su larga scala della penicillina nel 1943. È attraverso un processo di stewardship attiva e un piano di leadership globale, con l’accesso a strumenti di sorveglianza innovativi e con un portfolio diversificato di farmaci per il trattamento di pazienti con infezioni gravi, che Pfizer si impegna quotidianamente a combattere la resistenza agli antibiotici e a soddisfare i bisogni di medici e pazienti. «La nostra Azienda conferma oggi sempre più il suo ruolo di partner di riferimento della comunità scientifica e degli operatori sanitari nella lotta alle infezioni batteriche e fungine – sostiene Barbara Capaccetti, direttore medico Pfizer – e ciò non solo in termini di nuove soluzioni terapeutiche ma anche di educazione, aggiornamento scientifico e innovazione di processi, strumenti e modelli organizzativi, al fianco di tutti gli attori coinvolti nella prevenzione e nella cura delle infezioni comunitarie e ospedaliere. In una situazione di emergenza per le infezioni multiresistenti, sia a livello globale che in Italia, Pfizer vuole sempre più sostenere e co-creare progresso a 360° affinché si possano usare al meglio le risorse esistenti e svilupparne di nuove in modo condiviso e sostenibile». (ANDREA COEN TIRELLI)

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INFEZIONI DA BATTERI GRAM-NEGATIVI MULTI RESISTENTI
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