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Ogni anno in Italia il fumo causa 100mila nuovi tumori

di Maria Rita Montebelli domenica 25 ottobre 2015

4' di lettura

Sono i numeri di un’epidemia. Centomila casi di tumore ogni anno in Italia sono dovuti al fumo di sigaretta. L’85-90% di quelli al polmone, il 75% alla testa e collo (in particolare a laringe e faringe), il 25-30% al pancreas. Evidente l’impatto delle bionde anche nel cancro della vescica, uno dei più frequenti (26mila nuove diagnosi stimate nel 2015), con il 50-65% dei casi riconducibili a questo vizio fra gli uomini e il 20-30% fra le donne. Il fumo inoltre aumenta del 50% la probabilità di sviluppare una neoplasia del rene e fino a 10 volte all’esofago. Per arrestare le conseguenze allarmanti di questo fattore di rischio evitabile, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) promuove la prima campagna nazionale realizzata nel nostro Paese dedicata esclusivamente agli adolescenti (11-14 anni), per prevenire il primo approccio alla sigaretta dei più giovani (soprattutto delle ragazzine). Il progetto è presentato oggi al XVII Congresso nazionale della società scientifica in corso a Roma. “Il nostro obiettivo – spiega il professor Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM - è educare e responsabilizzare gli under 14 sulla pericolosità e le conseguenze del fumo. A partire da gennaio 2016 l’iniziativa interesserà 100 scuole medie inferiori dislocate su tutto il territorio nazionale fino al termine dell’anno scolastico. Coinvolgeremo testimonial sportivi e del mondo dello spettacolo. Infatti per raggiungere anche tutti gli altri istituti italiani che non potranno essere coinvolti nel programma di lezioni frontali sarà registrata una lezione-video con il testimonial che sarà pubblicata e diffusa su un sito internet dedicato alla campagna. Tutte le scuole italiane saranno invitate a proiettare questa lezione ‘speciale’ di approfondimento e prevenzione sul fumo in classe. Sarà sviluppata anche una app con giochi e quiz per illustrare ai ragazzi la pericolosità di questo vizio e i benefici che derivano da stili di vita sani”. I fumatori in Italia sono 10,9 milioni (anno 2015), pari al 20,8% della popolazione: 6,3 milioni uomini (25,1%) e 4,6 milioni donne (16,9%). Si inizia a fumare mediamente a 17,9 anni. Il 72,7% dei tabagisti ha bruciato la prima bionda tra i 15 e i 20 anni e il 12,9% (17% uomini e 6,7% donne) prima dei 15 (Doxa). “Troppi adolescenti accendono la prima sigaretta a 13 anni o ancora più giovani – sottolinea la professoressa Silvia Novello, presidente WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe) e docente presso il Dipartimento di Oncologia Polmonare all’Università di Torino - Per il 25% dei 15enni italiani e il 22% delle ragazze della stessa età l’abitudine al fumo inizia proprio sui banchi delle scuole medie inferiori. Preoccupa in particolare l’aumento del vizio fra le donne, infatti la differenza della percentuale di tabagisti fra i due sessi in 53 anni (1957-2010) è diminuita dal 58,8% al 4,2%. Con conseguenze evidenti. Infatti tra il 1999 e il 2010 i casi di tumore del polmone sono calati del 20% tra gli uomini e aumentati del 36% fra le donne. La motivazione principale all’iniziazione al fumo è rappresentata dall’influenza degli amici. Da qui l’importanza di avviare una vera e propria campagna di educazione rivolta agli under 14. Il nostro progetto avrà una forte ricaduta sui social network che per gli adolescenti rappresentano spesso la più importante fonte di informazione. Tutte le classi coinvolte parteciperanno a un campionato della salute: ogni settimana sul sito internet e sulle piattaforme social dedicate alla campagna sarà predisposto un gioco a quiz sul fumo. Il campionato della salute diventerà uno strumento interattivo e didattico, che fornirà ad alunni e insegnanti informazioni e approfondimenti sul tema. Sarà promosso inoltre un concorso tra gli istituti scolastici per il miglior spot e slogan contro il fumo”. “Secondo l’American Cancer Society – continua Pinto – il consumo di tabacco è responsabile ogni anno di circa il 30% di tutte le morti. In Italia questa stima corrisponde a più di 180mila decessi annui evitabili, dovuti a tumori, malattie cardiovascolari e dell’apparato respiratorio. È importante sottolineare che smettere di fumare riduce, dopo 5 anni, del 50% il rischio di sviluppare tumori del cavo orale, dell’esofago e della vescica e, dopo 10 anni, si dimezza la probabilità di avere una diagnosi di cancro del polmone. Proprio quest’ultima è la neoplasia che risente di più del vizio. La probabilità di svilupparla aumenta di 14 volte nei tabagisti rispetto ai non fumatori e fino a 20 volte nelle persone che consumano oltre 20 sigarette al giorno”. “Siamo orgogliosi di supportare questo progetto – conclude Goffredo Freddi di MSD Italia – Abbiamo l’obiettivo ambizioso di migliorare le condizioni di salute e il benessere della comunità. Ogni giorno ci impegniamo sia per scoprire, sviluppare e rendere disponibili trattamenti innovativi per aiutare, in maniera efficace ed efficiente, quei pazienti che purtroppo sono colpiti da malattie gravi e di forte impatto sociale. E ci impegniamo anche per supportare la prevenzione attraverso la promozione di stili di vita corretti, arma vincente per prevenire e sconfiggere il cancro”. (MARTINA BOSSI)

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