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4 italiani su 10 predisposti all’intolleranza al lattosio

Nelle persone con ipotiroidismo, a causa dell’intolleranza al lattosio, il dosaggio di ormone tiroideo deve essere aumentato del 31%. Arriva la levotiroxina in capsule molli o in soluzione liquida, totalmente prive di lattosio
di Maria Rita Montebelli domenica 20 luglio 2014

2' di lettura

Uno studio sull’intolleranza al lattosio, condotto dal gruppo diretto dal prof. Marco Centanni presso l’UOC di Endocrinologia dell’Università ‘La Sapienza’, Ospedale Santa Maria Gorettti di Latina, è stato recentemente pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. Lo studio ha valutato la dose efficace dell’ormone tiroideo in pazienti ipotiroidei con concomitante intolleranza al lattosio. “E’ noto da tempo che in persone ipotiroidee con patologie gastrointestinali (morbo celiaco, infezione da Helicobacter pylori, gastriti croniche, parassitosi intestinali) – afferma Marco Centanni – sia necessario un aumento della dose di levotiroxina per garantire il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico. Questo studio dimostra che la dose di levotiroxina deve essere aumentata di circa un terzo rispetto alla dose ottimale, anche in pazienti intolleranti al lattosio che non seguono una dieta priva di latte e suoi derivati”. “Oggi questo problema, ancora molto dibattuto - prosegue lo specialista - è superato dalla disponibilità di nuove formulazioni di levotiroxina in capsule molli o in soluzione liquida, totalmente prive di lattosio. Queste nuove preparazioni, sembrano inoltre garantire un migliore assorbimento dell’ormone per la loro superiore solubilità e quindi un più facile raggiungimento della dose minima efficace della tiroxina”. L’intolleranza acquisita al lattosio. È l’incapacità di digerire il principale zucchero del latte dovuta ad un deficit dell’enzima lattasi, e non va confusa con l’allergia alle proteine del latte. L’attività di questo enzima, massimale alla nascita, decresce col progredire dell’età tanto che solo il 30% delle persone è in grado di digerire totalmente il lattosio in età adulta. Le variazioni geografiche sono ampie: si va da quasi il 100% di intolleranti nelle popolazioni dell’Estremo Oriente al 5% della popolazione britannica, al 40% della popolazione italiana, secondo uno studio di Angelo Franzè e Anna Bertelè, pubblicato sulla rivista della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). I sintomi tipici dell’intolleranza al lattosio sono di tipo gastrointestinale, come dolori addominali, meteorismo e flatulenze, diarrea, nausea e vomito, ma talvolta si associano anche sintomi extraintestinali. Tuttavia la genericità e spesso l’assenza di sintomi fanno si che il 75% degli intolleranti al lattosio non sappia di esserlo. Il lattosio è presente nel latte e nei suoi derivati in percentuale variabile (panna, formaggi, burro e yogurt), ma come ingrediente è quasi ubiquitario: lo si ritrova in quantità variabili in quasi tutti i prodotti da forno, nelle salse, nei cibi pronti, nei salumi. Inoltre, in caso di intolleranza, i medicinali sono gli ultimi a cui si pensa ma il lattosio è presente, come eccipiente, in molti farmaci tra i quali alcune preparazioni in compresse di ormone tiroideo. (LARA LUCIANO)

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