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Per trattare la Sclerosi Multipla iniezione con tecnologia Bluetooth

di Maria Rita Montebelli domenica 14 settembre 2014

2' di lettura

Diventa finalmente automatizzata e interamente elettronica – grazie all’autoiniettore BETACONNECT – l'iniezione di Betaferon per chi è affetto da sclerosi multipla: un nuovo approccio che aiuterà i pazienti a migliorare l’aderenza al trattamento. La nuova tecnologia offre infatti una personalizzazione dell’iniezione attraverso promemoria di iniezione visivi e sonori e la possibilità di modificare la profondità e la velocità di iniezione in base alle esigenze del paziente. Inoltre, i pazienti avranno la possibilità di condividere le loro informazioni di iniezione elettronicamente e in tempo reale con gli operatori sanitari attraverso la tecnologia Bluetooth o USB. La possibilità, poi, di collegarsi via Bluetooth è una caratteristica unica di BETACONNECT, non essendo attualmente disponibile in altri autoiniettori per il trattamento della patologia. BETACONNECT e i software ad esso associati (myBETAapp e dashboard per gli operatori sanitari) sono stati sviluppati in collaborazione con Bang &Olufsen MEDICOM. L'applicazione, chiamata myBETAapp, renderà possibile il caricamento automatico dei dati relativi alle iniezioni tramite Bluetooth o USB e permetterà ai pazienti di registrare altre informazioni sulle iniezioni e sulla loro salute in generale. Gli utenti potranno scaricare l’app collegandosi alle più comuni piattaforme (Windows, Apple Mac OS X, iOS, Android) .App e dashboard saranno disponibili a partire dai primi mesi del 2015. Il nuovo dispositivo ha tra l’altro ricevuto una Menzione d'Onore in occasione del premio ‘Red Dot Award: Product Design’ di quest'anno, una rinomata competizione di livello internazionale che premia i prodotti di design. Betaferon. E’stato il primo farmaco modificante il decorso della malattia ad essere introdotto per il trattamento della SM. Oltre 20 anni di follow-up su soggetti trattati con Betaferon hanno mostrato un buon profilo di sicurezza e una buona tollerabilità. Si tratta dell'unico farmaco modificante il decorso della malattia che nell'arco degli otto anni dello studio BENEFIT (BEtaferon in NewlyEmerging multiple sclerosis For Initial Treatment), ha mostrato effetti benefici sulle prestazioni cognitive del trattamento precoce rispetto a quello ritardato. Nel complesso i risultati dello studio hanno dimostrato che il trattamento precoce con Betaferon, nei pazienti che presentano i primi sintomi della malattia, è associato a migliori prestazioni cognitive dopo 8 anni, rispetto al trattamento ritardato, come rilevato dal Test di valutazione dell’attenzione divisa uditivo-verbale (Paced Auditory Serial Addition Test - PASAT). I dati a 8 anni dello studio BENEFIT hanno inoltre evidenziato nella maggior parte dei pazienti una stabilizzazione a lungo termine della malattia e una bassa percentuale di passaggi a terapie di seconda linea.

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