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Per la terapia dell'infertilitàserve un 'team' di specialisti

di Maria Rita Montebelli sabato 11 ottobre 2014

3' di lettura

Gli esperti riuniti al convegno della Seconda Università Napoli su «La formazione delle corrette competenze in medicina della riproduzione» si sono detti concordi sul fatto che tante e diversificate sono le competenze necessarie per eseguire un corretto management della coppia sterile e che' come afferma il Prof Nicola Colacurci, direttore della Ginecologia ed Ostetricia della 2' università e responsabile del Centro di Sterilità che ha organizzato insieme con il professore Alfredo Izzo "La cura dell’infertilità non può e non deve ridursi solo alla mera esecuzione tecnica di una procedura di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Le tecniche di PMA, infatti, devono essere la tappa finale di un percorso diagnostico multidisciplinare che può essere completo solo grazie al lavoro sinergicoMdi diverse figure professionali altamente specializzate quali ginecologo, endocrinologo, andrologo, urologo, biologo delle riproduzione, psicologo". Nel corso dell’evento, tra i temi trattati: le competenze minime richieste per ginecologo, andrologo e biologo che si interessano di medicina della riproduzione e l’importanza di un percorso formativo adeguato per ciascuna figura professionale che deve acquisire le competenze necessarie. Basti pensare, per esempio, che non esiste una formazione universitaria specifica per la formazione dell’embriologo. Altra tematica molto attuale è la scelta della terapia farmacologica più opportuna che non può non essere di pertinenza esclusiva del ginecologo, che farà la sua libera scelta, improntata ad una personalizzazione, sulla base delle sue conoscenze, delle caratteristiche della paziente, in un’ottica di farmaco economia e di minimizzazione degli eventi avversi. Il criterio di selezione si basa sull’individuazione del miglior rapporto costo-beneficio, ossia sulla valutazione del prezzo in relazione all’efficacia del prodotto, laddove per efficacia si intende il numero di ovociti recuperati in seguito alla stimolazione. Non bisogna, quindi, soffermarsi solo sul costo del farmaco quale unico parametro di scelta, ma è opportuno considerare il relativo outcome clinico. Nel corso dell’evento è stato ribadito come i centri pubblici di PMA svolgano un ruolo assolutamente fondamentale, in quanto garantiscono l’accesso alle tecniche anche a quella fascia di utenti, che non potendo accedere per motivi economici a centri privati, avrebbe impossibilità a vedere esaudito il proprio desiderio riproduttivo. Nell’immaginario attuale i centri pubblici rappresentano l’ultima speranza a cui si ricorre dopo numerosi infruttuosi tentativi nei centri privati. La professionalità e la competenza, la garanzia di un percorso corretto dovrebbe invece rendere il pubblico la prima scelta delle coppie con problematiche riproduttive. Il Centro di sterilità della Seconda Università di Napoli da molti anni accoglie ogni anno oltre 600 coppie che desiderano ottenere una gravidanza e il trend positivo degli ultimi anni è in continuo aumento. La Mission del Centro è di fornire una risposta personalizzata e in tempi rapidi al bisogno riproduttivo della coppia, cercando di garantire sempre il livello più avanzato di cure, ma avendo particolare attenzione agli aspetti psicologici ed alle aspettative delle coppie che si rivolgono a noi per avere un figlio. Attualmente il centro è in grado di offrire la diagnostica completa per entrambi i partner ed esegue oltre 250 cicli di PMA all’anno, con liste d’attesa generalmente che non superano i 3-4 mesi. (ISABELLA SERMONTI)

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