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Superbatteri. Nuova sfida con un antibiotico ‘ad hoc’

Obiettivo evitare di tornare all’era pre-antibiotica: arriva in Italia la prima cefalosporina efficace contro MRSA, lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina
di Maria Rita Montebelli domenica 24 novembre 2013

3' di lettura

Numeri che debbono farci pensare: i batteri resistenti agli antibiotici causano ogni anno 400 mila infezioni e 25 mila morti solo in Europa. Ecco perchè gli esperti lanciano l’allarme sul rischio paradossale di tornare indietro all’era pre-antibiotica e plaudono a novità terapeutiche come ceftarolina fosamil: una cefalosporina di nuova generazione, da oggi disponibile anche in Italia, efficace contro ceppi batterici resistenti e difficili da trattare. E proprio oggi, nella sesta Giornata Europea degli Antibiotici, gli esperti richiamano la classe medica e la popolazione a un uso responsabile degli antibiotici e lanciano l’allarme sul rischio paradossale di tornare indietro di quasi un secolo all’era pre-antibiotica, a prima della scoperta della penicillina: così molte infezioni comuni, un tempo facili da debellare, minacciano di tornare a essere un incubo per la salute umana. “I batteri sono sottoposti a un vero e proprio bombardamento di antibiotici - spiega Ercole Concia, Professore Ordinario di Malattie Infettive dell'Università degli Studi di Verona - imputabile a una concomitanza di tre fattori: il largo uso di antibiotici da parte della classe medica, la scorretta autoprescrizione da parte dei pazienti, l‟uso massiccio che se ne fa in ambito veterinario. Questo abuso di antibiotici si rivela controproducente, perché permette una selezione di popolazioni batteriche antibiotico-resistenti, creando un grave problema di sanità pubblica e andando a ridurre la possibilità di debellare infezioni insidiose. Occorre diffondere una politica di controllo dell‟uso degli antibiotici e auspicare lo sviluppo di nuove molecole come ceftarolina fosamil, un nuovo antibiotico battericida che agisce distruggendo i patogeni gram positivi comunemente all‟origine delle infezioni complicate della cute e della polmonite”. La situazione italiana. L’Italia è tra i Paesi europei con i livelli più alti di antibiotico-resistenza. “Nel nostro Paese la presenza di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) - dichiara Giovanni Gesu, Direttore Struttura Complessa di Microbiologia e Virologia Ospedale Niguarda Cà Granda - è doppia rispetto alla media europea. Si attesta infatti poco al di sotto del 40%, contro una media europea inferiore al 20%. Eppure, la diffusione del batterio Staphylococcus aureus è molto più elevata in altre zone d‟Europa, come nei Paesi scandinavi dove, tuttavia, il batterio è molto raramente un MRSA. Questa eccezionale concentrazione delle resistenze in Italia si spiega, da una parte, con una scarsa attenzione alle misure di prevenzione e, dall’altra, con l’abuso o il cattivo uso degli antibiotici: non è un caso, infatti, che nel nostro Paese 1 antibatterico su 5 è usato in modo inappropriato e che l‟Italia è tra i maggiori consumatori di antibiotici dopo la Grecia”. In Italia vengono contratte ogni anno circa 160 mila infezioni complicate della cute e dei tessuti molli (cSSTI), infezioni difficili da trattare che costituiscono un grave problema sanitario, possono causare la distruzione progressiva del tessuto e, in caso di lesioni cutanee gravi, l’eventuale amputazione degli arti. In 1 caso su 3 le infezioni complicate della cute e dei tessuti molli sono dovute a Staphylococcus aureus meticillino resistente (MRSA), con oltre 52 mila casi stimati nel nostro Paese. I batteri resistenti agli antibiotici sono responsabili anche del 10% di tutte le infezioni dovute a polmonite acquisita in comunità (CAP): un’infezione acuta dei polmoni che colpisce ogni anno 585 mila italiani. Il nuovo antibiotico. Ceftarolina fosamil scardina un assioma dopo 50 anni: è infatti la prima cefalosporina efficace contro lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) e, grazie alla sua azione battericida, agisce distruggendo i batteri che possono causare gravi infezioni come le infezioni complicate della cute e dei tessuti molli (cSSTI) o la polmonite acquisita in comunità (CAP). Ceftarolina fosamil si lega e inibisce specifiche proteine leganti la penicillina (PBP), coinvolte nella sintesi e riparazione della parete cellulare dei batteri. Questa inibizione riduce la replicazione e causa la morte cellulare, bloccando la diffusione dell’infezione. “In un momento storico in cui la salute pubblica è minacciata dal fenomeno della resistenza antibiotica - dichiara Gilberto Riggi, VP Medical di AstraZeneca Italia - c‟è bisogno di una risposta immediata e responsabile da parte di tutto il Sistema Salute. La necessità di nuove molecole è all‟ordine del giorno nel dibattito pubblico internazionale e AstraZeneca è orgogliosa di aver reso disponibile per i pazienti ceftarolina fosamil - il primo beta lattamico attivo anche contro MRSA - e di confermare così l‟impegno in un‟area terapeutica tanto fondamentale quanto complessa e delicata”.

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