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Corso di autodifesa per cuori di donna

Una donna su due nel mondo occidentale si ammala di cuore nel corso della vita. Colpa per lo più delle cattive abitudini apprese dagli uomini. Ma anche della scienza che finora ha trascurato l’universo femminile
di Maria Rita Montebelli domenica 17 febbraio 2013

3' di lettura

La parola cuore, quando affiancata al sostantivo ‘donna’ evoca immediatamente scenari sentimentali da romanzo rosa o da telenovela. Un po’ come se, nell’immaginario collettivo, il cuore delle donne servisse solo a contenere delle emozioni, pronte a traboccare di amore o di rabbia. Eppure, il cuore femminile, oltre che di emozioni è fatto anche di ‘carne ed ossa’ e dunque, esposto ad una serie di malattie, che sono le stesse degli uomini, ma allo stesso tempo diverse. Purtroppo, gli ultimi decenni di ricerca farmacologica si sono concentrati solo sul cuore dei maschi che oggi sappiamo (ma forse si poteva intuire anche prima) funzionare e ammalarsi in modo diverso da quello delle donne. Ecco perché, prima di ancora di pensare a come curarlo, il cuore delle donne va difeso, seguendo delle regole di prevenzione ‘su misura’. “La mortalità per cause cardiovascolari – ricorda Leda Galiuto, cardiologa presso il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico ‘A. Gemelli’ di Roma e autrice del libro ‘Difendere il cuore delle donne’ – nella donna si aggira intorno al 55% (quella per tumori è del 17%) e il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare è in crescita in tutto il mondo occidentale, grazie al fumo di sigaretta ma anche all’abuso di alcol e al consumo di droghe come la cocaina. Purtroppo molto spesso la donna arriva alla diagnosi tardi, e il suo cuore, rispetto a quello della controparte maschile, è decisamente trascurato sia in fase diagnostica che di trattamento. Ma anche nella prevenzione”. Eppure, tolta l’eredità che ci viene dai geni ‘cattivi’ trasmessi dai genitori, c’è tanto che si può fare per difendersi dalle malattie dal cuore, a cominciare dal tenere a bada i ‘soliti noti’. La pressione arteriosa ad esempio dovrebbe idealmente essere mantenuta al di sotto dei 120/80 mmHg. “Per farla scendere – spiega la dottoressa Galiuto  - prima ancora di ricorrere ai farmaci, si deve adottare un approccio combinato comprendente il controllo del peso corporeo, un’aumentata attività fisica, la riduzione del consumo di alcol e di sale, il consumo di tanta frutta e verdura e di cibi a basso contenuto di grassi (che aiuta anche a controllare il livello di colesterolo)”.  Sul fumo di sigaretta c’è poco da dire: basti pensare che accorcia la vita di una donna di circa 6 anni! La sigaretta insomma va messa al bando, senza se e senza ma. I pericoli per il cuore vengono anche dalla bilancia o meglio, da quello che c’è sopra. Due donne su tre dei Paesi occidentali sono in sovrappeso o obese e questo aumenta il rischio per le malattie di cuore di circa 7 volte. Peggio ancora se il grasso si deposita tutto all’equatore, cioè sulla pancia. Le misure di sicurezza? Mantenere l’indice di massa corporea (è il rapporto tra il peso espresso in chili e l’altezza in metri quadri: Kg/m2) al di sotto di 25 e la circonferenza vita al di sotto degli 88 cm. Ma come fare a far scendere l’ago della bilancia? “Il primo passo – afferma la Galiuto – è crederci, essere convinte di potercela fare. Può essere utile annotare tutto quel che si mangia; non bisogna mai saltare la colazione; è bene mangiare seduti e solo all’ora dei pasti (gli spuntini a tutte le ore sono micidiali), possibilmente non davanti al televisore. E’ bene anche evitare le bevande caloriche e i cibi già pronti. Molto importante è infine l’attività fisica, in particolare camminare”.  Un altro nemico da non sottovalutare è lo stress e la depressione. “ Le donne – spiega la dottoressa Galiuto – hanno più probabilità di morire per un evento cardiaco se non manifestano la propria insoddisfazione, tenendosela dentro. Anche l’isolamento è un grosso fattore di rischio per il cuore della donna!” (STEFANIA BELLI)

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