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Vita senza sesso? La ragione è scientifica: cosa svela lo studio

di Paola Natali sabato 20 giugno 2026

3' di lettura

Cosa significa vivere senza aver mai avuto una relazione sessuale nel corso della vita adulta? È una domanda che, fino a pochi anni fa, restava ai margini della ricerca scientifica. Oggi, invece, uno dei più grandi studi mai condotti sull’argomento, pubblicato sulla rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), prova a rispondere analizzando decine di migliaia di persone e intrecciando dati biologici, psicologici e sociali. L’idea di partenza è semplice ma potente: le relazioni romantiche e sessuali rappresentano una componente centrale della vita umana, con effetti profondi sul benessere fisico, mentale ed economico.

Comprendere perché alcune persone non abbiano mai avuto esperienze sessuali non significa soltanto descrivere una condizione individuale, ma anche esplorare uno dei tasselli della nostra evoluzione sociale. I ricercatori hanno analizzato enormi database, tra cui la UK Biobank, che raccoglie informazioni su circa 400.000 persone nel Regno Unito, insieme a un campione australiano indipendente. L’obiettivo era identificare i fattori associati all’assenza di rapporti sessuali lungo tutto l’arco della vita adulta, andando oltre le semplici spiegazioni demografiche e includendo anche aspetti genetici. I risultati mostrano un quadro complesso, lontano da qualsiasi semplificazione. Le persone che dichiarano di non aver mai avuto rapporti sessuali tendono, in media, a essere più istruite rispetto alla popolazione generale, ma allo stesso tempo riferiscono livelli più elevati di solitudine e insoddisfazione personale. Alcune abitudini risultano meno frequenti in questo gruppo, come il consumo di alcol e il fumo, mentre emergono anche maggiori livelli di ansia e difficoltà nelle interazioni sociali.

Un dato interessante riguarda le differenze tra uomini e donne. Negli uomini, la mancanza di esperienze sessuali è risultata più frequentemente associata a caratteristiche fisiche come una minore forza della parte superiore del corpo e a contesti geografici in cui il rapporto tra i sessi è meno favorevole alla presenza femminile. Le donne, invece, mostrano correlazioni meno marcate con questi fattori fisici, suggerendo dinamiche sociali differenti tra i sessi. Lo studio evidenzia anche un ruolo importante dell’ambiente socioeconomico. La mancanza di sesso a lungo termine risulta più comune in regioni caratterizzate da una maggiore disuguaglianza di reddito, indicando che il contesto sociale può influenzare in modo significativo le opportunità relazionali e affettive degli individui.

Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda però la componente genetica. Le analisi suggeriscono che varianti genetiche comuni possano spiegare una parte non trascurabile della variabilità individuale nel vivere senza relazioni sessuali, con una componente stimata intorno al 14–17%. Inoltre, i dati indicano una correlazione genetica tra uomini e donne, suggerendo che alcuni fattori biologici possano influenzare in modo simile i due sessi, pur con differenze nel modo in cui si manifestano. Gli autori sottolineano tuttavia che questi risultati non devono essere interpretati in modo deterministico. La genetica, spiegano, non “decide” il destino relazionale di una persona, ma può interagire con ambiente, esperienze di vita e contesto sociale nel modellare traiettorie molto diverse tra individui.

Dal punto di vista evolutivo, la ricerca propone anche una riflessione più ampia. In un’ottica ancestrale, non avere mai avuto partner sessuali avrebbe significato non trasmettere il proprio patrimonio genetico, rappresentando quindi un potenziale “vicolo cieco” evolutivo. Per questo motivo, comprendere i fattori associati a questa condizione può offrire indizi su come si siano evolute le strategie relazionali umane.Un elemento delicato emerso dallo studio riguarda il benessere psicologico. Le persone senza esperienze sessuali riferiscono più frequentemente sentimenti di solitudine e disagio emotivo. Tuttavia, i ricercatori avvertono che queste associazioni non devono essere lette in modo semplicistico, né tantomeno giudicante, poiché le traiettorie affettive e relazionali sono estremamente diverse e influenzate da una molteplicità di fattori personali e culturali. In conclusione, il lavoro pubblicato su PNAS restituisce un quadro articolato e sfaccettato della vita senza relazioni sessuali, mostrando come essa sia il risultato di un intreccio complesso tra biologia, psicologia e società. Più che fornire risposte definitive, lo studio apre nuove domande su cosa significhi connessione umana, su come si costruiscano le relazioni e su quanto profondamente ambiente e genetica possano influenzare le scelte e le possibilità di ciascun individuo. Una cosa, però, emerge chiaramente: la vita affettiva e sessuale non può essere ridotta a una singola causa o a una semplice variabile, ma rappresenta uno degli aspetti più complessi e ancora parzialmente inesplorati dell’esperienza umana.

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