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I pericoli della bellezza al mercato del web

Aumentano gli ‘incidenti’ causati da filler contraffatti ma anche da alcuni regolarmente sul mercato, che sarebbe meglio ritirare dal commercio
di Maria Rita Montebelli venerdì 10 maggio 2013

3' di lettura

Il mondo della medicina estetica è sempre più ricco di suggestioni per tutti i gusti e tutte le tasche. Ma anche di trappole e di pericoli. L’idea di affidarsi ad un professionista serio è di certo un must. Ma non basta. E’ arrivato il momento che i medici del settore comunichino tra loro, ma soprattutto agli esperti del Ministero della Salute, la comparsa di eventuali effetti indesiderati dopo un trattamento di medicina estetica. E’ necessario fare un po’ di ordine ad esempio tra i tanti filler sul mercato che arrivano in Italia dopo essere stati approvati da un Notified Body (Organismo Notificato) di qualche altro Paese europeo e sui quali il Ministero non può fare nulla, se non dopo aver ricevuto un adeguato numero di segnalazioni da parte dei medici. Ma che arrivano come prodotti contraffatti anche da mercati extra-europei, acquistati magari su internet. “In questo contesto – afferma il professor Emanuele Bartoletti, segretario generale della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME) e presidente del 34° congresso nazionale della SIME - s’inserisce la sensibilizzazione nei confronti della classe medica, sia da parte della SIME (che fa parte del collegio delle Società Scientifiche di Medicina Estetica), che da parte del Ministero della Salute, sulla necessità di comunicare al Ministero ogni evento avverso seguito all’utilizzo di un dispositivo medico, in particolare dei filler. E’ un’abitudine che i medici non hanno – ammette il professor Bartoletti - mentre il Ministero ha assolutamente bisogno di raccogliere ogni segnalazione, per poter intervenire quando necessario. Questo consentirebbe di accorgersi con molto anticipo di eventuali problemi derivati dai filler, ma anche di accelerare il ritiro dal commercio dei filler permanenti, cosa che il Ministero non può ancora fare perché non ha abbastanza comunicazioni di eventi avversi da parte dei medici.” A differenza dell’Europa, negli Stati Uniti sono in commercio solo poche decine di filler; in Italia ce ne sono centinaia. Questo dipende dal fatto che la documentazione richiesta per l’immissione in commercio negli USA è molto dettagliata, mentre in Europa il sistema è molto più permissivo.   “I dispositivi medici – afferma la dottoressa Marcella Marletta, Direttore della Direzione Generale dei Dispositivi Medici,  del Servizio Farmaceutico e della Sicurezza delle Cure del Ministero della Salute - svolgono un ruolo prezioso nell’assistenza sanitaria e sociale e contribuiscono a migliorare la qualità della vita dei cittadini. Ciò alimenta l’ineludibile attesa, sia dei pazienti che degli operatori del settore, in merito alla loro sicurezza. Un tema che è sentito pienamente dal Ministero, tanto da spingermi nel corso degli ultimi anni ad adottare numerose iniziative volte a garantirne gli elevati necessari standard. Azioni, peraltro, solo ora auspicate anche dalla Commissione Europea. Tra le azioni già da tempo messe in atto dal nostro Ministero – prosegue la Marletta – ricordo la predisposizione di una serie di verifiche ispettive presso gli Organismi Notificati Italiani, la realizzazione di una banca dati dei dispositivi medici sul mercato e la creazione di un gruppo di ispettori qualificati e preparati.  La segnalazione degli eventi avversi rappresenta tuttavia un elemento essenziale a tutela della sicurezza dei pazienti e degli operatori del settore. Spesso gli incidenti sono causati dall’utilizzo di prodotti non di qualità o impiegati in maniera non corretta e una miglior valutazione del nesso di causalità tra gli eventi avversi e i dispositivi consentirà di riconoscere e combattere il pericolosissimo e crescente fenomeno della contraffazione”. (LAURA MONTI)

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