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Ictus, crollo del rischio con la dieta mediterranea: le cifre

sabato 21 febbraio 2026

2' di lettura

In particolare tra le donne, la dieta mediterranea riduce in modo netto il rischio di ictus. A suggerirlo è uno studio del City of Hope Comprehensive Cancer Center, pubblicato su Neurology Open Access, che ha seguito oltre centomila partecipanti per più di vent’anni, rilevando un’associazione significativa tra aderenza al modello alimentare mediterraneo e minore incidenza di eventi cerebrovascolari.

La dieta mediterranea, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale, segue le tradizioni alimentari di Paesi come Italia, Grecia, Spagna e Portogallo. È basata su un equilibrio che privilegia il consumo quotidiano di verdura, frutta fresca, cereali integrali e legumi; prevede ogni giorno anche latticini magri, frutta secca, semi, erbe aromatiche e olio extravergine d’oliva; include più volte a settimana uova, pesce e pollame; limita invece carne rossa, salumi e dolci a poche occasioni mensili.

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L’ictus è una condizione grave che si verifica quando il flusso di sangue al cervello si riduce o si interrompe del tutto, privando i tessuti di ossigeno. Nel 75% dei casi colpisce persone oltre i 65 anni, soprattutto uomini. Può essere ischemico, causato dall’occlusione di un’arteria cerebrale, oppure emorragico, dovuto alla rottura di un vaso con conseguente danno spesso irreversibile.

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La ricerca ha coinvolto 105.614 donne, età media 53 anni, senza precedenti di ictus. In base a un questionario iniziale è stato attribuito un punteggio da 0 a 9 secondo l’aderenza alla dieta mediterranea: il 30% ha ottenuto valori tra 6 e 9, il 13% tra 0 e 2. In 21 anni sono stati registrati 4.083 ictus, di cui 3.358 ischemici e 725 emorragici. Anche dopo aver corretto i dati per fattori come fumo, sedentarietà e ipertensione, le differenze sono rimaste significative, suggerendo un possibile ruolo protettivo dell’alimentazione mediterranea nella prevenzione di una delle principali cause di morte e disabilità.

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