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Ictus, il rischio sale dell'80% se dormi troppo al pomeriggio: ecco i limiti

giovedì 19 marzo 2026

2' di lettura

Un lungo pisolino pomeridiano non è sempre un buon segno. Il motivo? L'ictus cerebrale. "La maggior parte delle volte l'attenzione si concentra sull'evento acuto: inatteso, drammatico, capace di cambiare la vita in pochi istanti. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, l'ictus non nasce all'improvviso, ma è piuttosto il risultato finale di un lungo e silenzioso processo che si sviluppa nel corso degli anni e che mette insieme numerosi fattori di rischio. Tra questi, lo stress cronico e le alterazioni del sonno - sia notturno sia diurno - stanno emergendo come elementi sempre più rilevanti per la salute cerebrovascolare".

E sotto la lente di ingrandimento ci finiscono proprio le pennichelle. Per gli analisti, "se un breve riposino programmato può aiutare il recupero mentale e la memoria, i sonnellini prolungati e involontari sembrano causare un aumento del rischio cerebrovascolare". Il motivo lo spiega direttamente all'Adnkronos Alice Italia Odv (Associazione per la lotta all'ictus cerebrale): "Durante il sonno fisiologico, la pressione arteriosa tende a ridursi di circa il 10-20%, l'attività del sistema nervoso simpatico diminuisce e i processi infiammatori vengono modulati. Quando il sonno è insufficiente, oppure risulta frammentato o disturbato, questa finestra di protezione si chiude. Studi osservazionali mostrano infatti che dormire meno di 5-6 ore per notte o più di 8-9 ore è associato a un aumento del rischio di ictus, rispetto a una durata di sonno considerata ottimale". 

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E i sonnellini pomeridiani? Secondo una ricerca pubblicata su Sleep Medicine Reviews, che ha coinvolto oltre 600.000 persone (di cui circa 16.000 andate incontro a ictus), ha evidenziato una relazione tra durata del sonnellino diurno e probabilità di ictus. In particolare: i sonnellini brevi (fino a 30 minuti) mostrano un impatto minimo o nullo sul rischio; i riposini superiori ai 90 minuti sono associati a un aumento del rischio fino a circa l'80 per cento rispetto a chi non dorme di giorno; i sonnellini non programmati e involontari sono associati a un rischio ancora più elevato. La sonnolenza diurna, infatti, è causata da un sonno notturno disturbato.

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