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Bioassay, caccia alla molecola che può sconfiggere il cancro

di Paola Natali venerdì 10 aprile 2026

2' di lettura

La natura potrebbe custodire molte più soluzioni per la salute umana di quanto si pensi. Dalla lotta contro il cancro allo sviluppo di alimenti funzionali, i composti biologicamente attivi presenti in piante e organismi naturali rappresentano una risorsa preziosa. Oggi, grazie a tecniche innovative come i bioassay, gli scienziati stanno accelerando la scoperta di queste sostanze.

Ma cosa sono esattamente i bioassay? Si tratta di test di laboratorio che permettono di valutare l’effetto di una sostanza su cellule o tessuti viventi. In pratica, invece di limitarsi ad analizzare la struttura chimica di un composto, i ricercatori osservano direttamente come questo interagisce con sistemi biologici, ad esempio verificando se riduce un’infiammazione o altera il comportamento di cellule specifiche. Come riportato dalla rivista scientifica Nature, i bioassay consentono di “screenare” in modo massivo prodotti naturali, individuando rapidamente le molecole in grado di produrre effetti biologici mirati su cellule animali o umane. Questo approccio rappresenta un cambio di paradigma rispetto al passato, quando il processo era molto più lento e sequenziale.

Per lungo tempo, infatti, la ricerca si basava su un primo studio delle proprietà chimiche e fisiche delle molecole, seguito da test biologici per confermarne l’attività. Oggi, grazie ai bioassay, è possibile invertire questo processo: si parte direttamente dall’effetto biologico, identificando subito i composti più promettenti. Secondo la biochimica Hiroko Isoda, questa metodologia è fondamentale per “sbloccare” il potenziale nascosto della natura. Un esempio concreto è rappresentato dall’oleaceina, un composto fenolico presente nell’olio extravergine di oliva. Test condotti su cellule nervose suggeriscono che potrebbe avere proprietà antinfiammatorie. Il dato è particolarmente rilevante perché l’infiammazione è considerata un fattore chiave in molte patologie neurologiche, tra cui la Malattia di Alzheimer, oltre a disturbi della memoria e condizioni come la depressione. In questo contesto, i bioassay si configurano come uno strumento potente per accelerare la scoperta di nuovi farmaci e componenti funzionali, sfruttando un vantaggio fondamentale: la natura ha già “progettato” molecole efficaci nel corso di milioni di anni di evoluzione.La sfida, oggi, non è più solo creare nuove sostanze, ma imparare a riconoscere e utilizzare al meglio quelle che esistono già. E grazie ai bioassay, questa ricerca sta diventando sempre più veloce e mirata.

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