Il sole è un alleato prezioso per il nostro organismo, ma può diventare un rischio quando ci si espone senza le giuste precauzioni. Con l’arrivo dell’estate cresce il desiderio di abbronzarsi, ma proprio i primi giorni di esposizione sono quelli in cui la pelle è più vulnerabile. A spiegare quali sono gli errori più comuni e le regole fondamentali per vivere il sole in sicurezza è il dottor Dario Tartaglini, medico estetico. «L’errore più frequente è l’esposizione improvvisa senza un’adeguata preparazione, spiega il dottor Tartaglini, durante i mesi invernali la pelle perde melanina e quindi è meno protetta naturalmente dai raggi ultravioletti. Le maggiori cautele devono essere adottate soprattutto nelle prime esposizioni, quando la pelle deve gradualmente adattarsi alla luce solare».
La melanina rappresenta infatti il primo sistema di difesa naturale della pelle: è un pigmento prodotto dall’organismo che contribuisce a schermare i raggi ultravioletti e a proteggere gli strati più profondi della cute. Tuttavia, questa protezione non è sufficiente a evitare i danni provocati da esposizioni intense e ripetute nel tempo. «La reazione immediata della pelle all’esposizione solare è proprio la produzione di melanina, una sorta di schermo naturale che limita la penetrazione dei raggi negli strati più profondi ,continua lo specialista, ma nel tempo, oltre alla melanina, la pelle aumenta anche la produzione di cheratina, una proteina molto resistente che può rendere la cute più spessa e coriacea, facendole perdere elasticità. È un processo che contribuisce all’invecchiamento cutaneo e che purtroppo è irreversibile: per questo è fondamentale prevenire con esposizioni controllate e una corretta protezione».
Uno degli strumenti più importanti resta la crema solare. «Nei primi giorni di esposizione è consigliabile utilizzare una protezione 50, spiega Tartaglini , successivamente può essere ridotta a 30 per le pelli più chiare e a 20 per i fototipi più scuri. L’ideale è scegliere una protezione resistente all’acqua e applicarla nuovamente ogni tre o quattro ore, soprattutto dopo il bagno o una forte sudorazione». Un errore molto comune è pensare che nelle giornate nuvolose o sotto l’ombrellone la pelle sia al sicuro. «Spesso si sottovaluta la luminosità riflessa dall’ambiente, sottolinea il medico, al mare, sulla neve o vicino ai ghiacciai, la luce riflessa può raggiungere livelli molto elevati anche quando non abbiamo la percezione di essere direttamente esposti al sole. Per questo è importante proteggersi anche in situazioni apparentemente meno rischiose».
La prevenzione passa anche dal controllo della pelle e dei nei. «Qualsiasi cambiamento di forma, colore o margini di una neoformazione cutanea richiede la valutazione di uno specialista, ricorda Tartaglini, l’autoispezione è molto importante per individuare rapidamente eventuali modifiche, ma non può sostituire una visita dermatologica. Per una buona prevenzione è consigliabile effettuare una mappatura dei nei con videodermatoscopio almeno ogni due anni; in caso di familiarità per tumori della pelle o di precedenti neoplasie cutanee, lo screening dovrebbe essere almeno annuale».
Da non trascurare anche alcuni segnali d’allarme: una lesione che sanguina, provoca prurito persistente o dà fastidio al contatto deve essere sottoposta a controllo medico. La salute della pelle durante l’estate, però, non dipende soltanto dalla protezione solare. «È importante adottare uno stile di vita corretto ,spiega il medico, bisogna preferire indumenti chiari e leggeri, realizzati con tessuti naturali come cotone e lino, che aiutano a proteggere la pelle e favoriscono la traspirazione. È fondamentale anche bere in abbondanza, perché il caldo aumenta la perdita di liquidi attraverso la sudorazione». In caso di attività fisica svolta con temperature elevate o di sudorazione intensa è utile reintegrare anche i sali minerali persi. Un ruolo importante arriva inoltre dall’alimentazione: «Una dieta ricca di vegetali permette di coprire il fabbisogno di vitamine e antiossidanti, sostanze fondamentali per contrastare lo stress ossidativo e sostenere il benessere della pelle durante l’estate».
Il rapporto tra sole e salute, quindi, non deve essere visto come una sfida tra benefici e rischi. «Il sole non è un nemico, conclude il dottor Tartaglini , favorisce la sintesi della vitamina D, ha effetti positivi sull’umore e contribuisce alla regolazione dei ritmi circadiani, cioè il nostro orologio biologico. Non va demonizzato, ma bisogna imparare a viverlo come un alleato, adottando buone abitudini e proteggendo la pelle in modo corretto». La vera strategia per una pelle sana non è rinunciare al sole, ma imparare a conoscerlo: una protezione adeguata, un’esposizione graduale e uno stile di vita equilibrato permettono di godere dei suoi benefici riducendo i danni nel tempo.