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Alimentazione e stress, gli effetti (negativi) sul nostro organismo

di Paola Natali giovedì 29 ottobre 2026

13' di lettura

Alimentazione, inquinamento ambientale, stress e stili di vita sono fattori che possono influenzare il nostro equilibrio fisiologico e il funzionamento dell’organismo. In questo contesto, il concetto di drenaggio assume un significato che va oltre la semplice eliminazione delle sostanze di scarto, ponendo l’attenzione sui complessi meccanismi di regolazione che contribuiscono al mantenimento della salute. Ne parliamo con la dott.ssa Cristina Baronio, medico di medicina generale specializzata in omotossicologia e medicina dei sistemi.  «L’omotossicologia nasce a metà del Novecento grazie al medico tedesco Hans-Heinrich Reckeweg e propone una lettura integrata della salute. Secondo questo modello, molti sintomi vengono interpretati come espressione dei tentativi dell’organismo di difendersi e di ritrovare un equilibrio di fronte a sostanze o condizioni di stress che possono comprometterne il funzionamento, definite in questo ambito “omotossine”. L’obiettivo è sostenere i sistemi naturali di regolazione e di eliminazione dell’organismo attraverso un approccio complementare e personalizzato, che tenga conto della persona nella sua globalità: alimentazione, stile di vita, ambiente e storia clinica.

Questa visione si inserisce oggi in una prospettiva ancora più ampia, quella della Bioregulatory Systems Medicine, o Medicina dei Sistemi di Regolazione Biologica, che considera l’organismo come un sistema complesso, in costante interazione con l’ambiente e con il contesto sociale in cui vive. La salute, in quest’ottica, non dipende da un singolo organo, ma dall’equilibrio dinamico di molteplici processi biologici interconnessi». Il concetto di drenaggio ha radici antiche e attraversa tradizioni mediche e culturali differenti. Come spiega la dott.ssa Baronio, «il concetto di pulizia del corpo, evolutosi nel tempo nel concetto terapeutico di drenaggio, ha radici profonde. Già nella medicina cinese classica, così come nella tradizione ippocratica e galenica, si attribuiva importanza all’eliminazione degli eccessi e al mantenimento dell’equilibrio interno. Successivamente, il drenaggio fitoterapico è stato sistematizzato anche nella medicina europea, fino a trovare nell’omotossicologia una sua ulteriore elaborazione.

In termini fisiologici, è importante ricordare che il nostro organismo dispone già di sistemi di eliminazione molto efficienti. Il fegato trasforma numerose sostanze in composti che possono essere eliminati più facilmente; i reni filtrano il sangue e regolano l’equilibrio idrico ed elettrolitico; l’intestino permette l’espulsione degli scarti; i polmoni eliminano l’anidride carbonica e altre sostanze volatili, mentre la pelle contribuisce in misura più limitata all’escrezione. Anche il sistema linfatico svolge una funzione essenziale, raccogliendo i liquidi presenti negli spazi interstiziali e riconducendoli alla circolazione. Quando parliamo di drenaggio in ambito omotossicologico, ci riferiamo a un approccio che intende sostenere queste vie fisiologiche di eliminazione. Il principio è quello di favorire il funzionamento dei sistemi coinvolti nel mantenimento dell’omeostasi, cioè della capacità dell’organismo di conservare un equilibrio interno nonostante le sollecitazioni provenienti dall’ambiente e dal metabolismo».

La specialista sottolinea tuttavia l’importanza di distinguere questa interpretazione terapeutica dalle conoscenze fisiologiche consolidate: il fegato, i reni, i polmoni e l’intestino svolgono già naturalmente le proprie funzioni e non esistono prove solide che ogni persona abbia bisogno di specifici trattamenti depurativi per eliminare presunte tossine accumulate. Un ruolo centrale nella prospettiva sistemica è attribuito al tessuto connettivo e, in particolare, alla matrice extracellulare, l’ambiente nel quale si svolgono gli scambi tra il sistema circolatorio e le cellule. «Il tessuto connettivo, e in particolare la sua matrice extracellulare, rappresenta un elemento fondamentale per comprendere il funzionamento dell’organismo. È lo spazio che separa i capillari dalle cellule ed è costituito da acqua, collagene, proteoglicani e altre componenti che contribuiscono a definirne le proprietà strutturali e funzionali.

La matrice extracellulare non è un semplice materiale di riempimento: è un ambiente dinamico nel quale avvengono gli scambi di nutrienti, ossigeno e prodotti del metabolismo, ma anche il passaggio e la modulazione di molecole di segnalazione, come citochine e fattori di crescita, coinvolte nella comunicazione tra le cellule. La composizione e le proprietà meccaniche della matrice influenzano questi processi. In presenza di infiammazione persistente o di alterazioni patologiche, infatti, la struttura del tessuto può modificarsi, con possibili conseguenze sulla comunicazione cellulare e sull’organizzazione dei tessuti». Nella prospettiva della Medicina dei Sistemi di Regolazione Biologica, la matrice extracellulare viene considerata anche un’interfaccia tra l’organismo e le sollecitazioni ambientali. È in questo contesto che si inserisce il concetto di drenaggio della matrice: l’idea è quella di sostenere l’equilibrio dell’ambiente interstiziale e i normali processi di scambio. «Quando la matrice perde le proprie caratteristiche fisiologiche, possono verificarsi alterazioni della funzione tissutale. È quindi fondamentale preservare la salute dei tessuti attraverso la prevenzione, uno stile di vita adeguato e la gestione delle condizioni patologiche che possono compromettere questi delicati meccanismi».

Il funzionamento delle cellule è strettamente connesso alle condizioni ambientali e alle abitudini quotidiane. Alimentazione, esposizione agli inquinanti, stress e utilizzo di farmaci possono influenzare, in modi differenti, i processi metabolici e i sistemi fisiologici di protezione. «L’organismo è continuamente esposto a stimoli provenienti dall’ambiente esterno e dal proprio metabolismo. Una dieta ricca di zuccheri raffinati e alimenti ultraprocessati, se protratta nel tempo, può contribuire a squilibri metabolici e a processi infiammatori. Allo stesso modo, l’esposizione ad alcuni inquinanti ambientali, come il particolato atmosferico, determinati metalli pesanti e alcune sostanze interferenti endocrine, può produrre effetti negativi sulla salute, in relazione alla sostanza, alla dose e alla durata dell’esposizione.

Anche i farmaci possono avere effetti sul metabolismo e sulla funzionalità di alcuni organi, in particolare il fegato e i reni, ma questo dipende dal principio attivo, dal dosaggio e dalle caratteristiche individuali. È importante sottolineare che i farmaci prescritti non devono essere sospesi o modificati autonomamente: il loro impiego va sempre valutato dal medico in rapporto ai benefici e ai possibili rischi». Tra i meccanismi coinvolti nella risposta a queste sollecitazioni rientra lo stress ossidativo, che, quando supera le capacità di difesa dell’organismo, può contribuire al danno cellulare. Anche l’infiammazione cronica di basso grado può avere un ruolo nel favorire alterazioni metaboliche nel lungo periodo.

«La prospettiva sistemica invita a considerare questi fattori nel loro insieme. Il termine exposoma descrive l’insieme delle esposizioni ambientali e degli stimoli a cui una persona è sottoposta nel corso della vita. Accanto a questo, possiamo considerare l’interattoma, cioè la rete delle interazioni biologiche e relazionali in cui siamo inseriti.  Il nostro benessere dipende anche dalla qualità di queste interazioni. L’obiettivo è quindi ridurre, quando possibile, le esposizioni nocive e sostenere i normali processi fisiologici, senza attribuire a un singolo fattore la responsabilità di ogni sintomo o disturbo». Nell’approccio omotossicologico, il drenaggio si inserisce in un modello terapeutico più ampio, che comprende il sostegno d’organo e cellulare e la modulazione della risposta immunitaria. «L’approccio omotossicologico si articola tradizionalmente intorno a tre obiettivi principali: drenaggio e disintossicazione, sostegno d’organo e cellulare, e modulazione della risposta immunitaria. In questa prospettiva, l’intervento non si limita a considerare il sintomo isolato, ma cerca di inquadrare la persona nel suo complesso, valutando le condizioni cliniche, lo stile di vita, l’alimentazione e gli eventuali fattori che possono influenzare il suo equilibrio fisiologico. Il medico può proporre medicinali utilizzati nell’ambito dell’omotossicologia, disponibili in diverse formulazioni, come gocce, compresse o preparazioni iniettabili, selezionandoli in base al quadro individuale. Il percorso può essere accompagnato da indicazioni relative all’idratazione, all’alimentazione e alle abitudini quotidiane. Nella prospettiva della Bioregulatory Systems Medicine, il drenaggio della matrice extracellulare assume un ruolo centrale sul piano teorico, perché mira a considerare l’ambiente nel quale avvengono gli scambi e la comunicazione cellulare, anziché concentrarsi esclusivamente sul singolo organo».

La dott.ssa Baronio richiama anche l’importanza di valutare i trattamenti sulla base delle evidenze disponibili. L’efficacia clinica dei singoli rimedi omotossicologici e dei trattamenti specificamente proposti per il drenaggio deve infatti essere verificata scientificamente. Non è dimostrato che questi prodotti eliminino genericamente tossine accumulate nei tessuti, né devono sostituire terapie di efficacia documentata. Il loro eventuale utilizzo va discusso con il medico, soprattutto in presenza di patologie o di terapie farmacologiche in corso. Al di là dei trattamenti specifici, la tutela della salute passa soprattutto attraverso comportamenti quotidiani capaci di sostenere le normali funzioni fisiologiche. «Le basi del benessere sono quelle raccomandate dalla medicina: uno stile di vita equilibrato, costante e adatto alle esigenze della singola persona. L’alimentazione rappresenta un punto di partenza fondamentale. Una dieta varia, ispirata al modello mediterraneo, ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali e fibre, e basata prevalentemente su alimenti poco processati, contribuisce al mantenimento della salute metabolica. Anche una corretta idratazione è importante, con quantità adeguate alle condizioni individuali e alle eventuali indicazioni mediche. L’attività fisica regolare favorisce la circolazione, sostiene il metabolismo e contribuisce al buon funzionamento del sistema linfatico. A questo si aggiungono il sonno di qualità e la gestione dello stress, entrambi importanti per la regolazione di numerose funzioni fisiologiche. È utile limitare il consumo di alcol, evitare il fumo e ridurre, quando possibile, l’esposizione agli inquinanti ambientali». Accanto a questi aspetti, la specialista invita a non trascurare la dimensione relazionale ed emotiva. «Coltivare legami autentici, vivere in un ambiente sociale positivo e dare significato alle proprie giornate può contribuire al benessere psicologico e alla qualità della vita.

La salute, in definitiva, non è una condizione statica, ma un equilibrio dinamico che si costruisce quotidianamente attraverso le nostre scelte, l’ambiente in cui viviamo e la capacità di prenderci cura di noi stessi nella nostra globalità». Dalle riflessioni della dott.ssa Cristina Baronio emerge una visione della salute che invita a superare una lettura esclusivamente organo-centrica per considerare l’organismo come una rete complessa di relazioni e processi interdipendenti. In questa prospettiva, il drenaggio rappresenta un concetto che si collega al funzionamento dei sistemi fisiologici di eliminazione, alla qualità dell’ambiente extracellulare e alle interazioni tra individuo ed ecosistema. Alimentazione, inquinamento ambientale, stress e stili di vita sono fattori che possono influenzare il nostro equilibrio fisiologico e il funzionamento dell’organismo. In questo contesto, il concetto di drenaggio assume un significato che va oltre la semplice eliminazione delle sostanze di scarto, ponendo l’attenzione sui complessi meccanismi di regolazione che contribuiscono al mantenimento della salute. Ne parliamo con la dott.ssa Cristina Baronio, medico di medicina generale specializzata in omotossicologia e medicina dei sistemi.  «L’omotossicologia nasce a metà del Novecento grazie al medico tedesco Hans-Heinrich Reckeweg e propone una lettura integrata della salute. Secondo questo modello, molti sintomi vengono interpretati come espressione dei tentativi dell’organismo di difendersi e di ritrovare un equilibrio di fronte a sostanze o condizioni di stress che possono comprometterne il funzionamento, definite in questo ambito “omotossine”. L’obiettivo è sostenere i sistemi naturali di regolazione e di eliminazione dell’organismo attraverso un approccio complementare e personalizzato, che tenga conto della persona nella sua globalità: alimentazione, stile di vita, ambiente e storia clinica.

Questa visione si inserisce oggi in una prospettiva ancora più ampia, quella della Bioregulatory Systems Medicine, o Medicina dei Sistemi di Regolazione Biologica, che considera l’organismo come un sistema complesso, in costante interazione con l’ambiente e con il contesto sociale in cui vive. La salute, in quest’ottica, non dipende da un singolo organo, ma dall’equilibrio dinamico di molteplici processi biologici interconnessi». Il concetto di drenaggio ha radici antiche e attraversa tradizioni mediche e culturali differenti. Come spiega la dott.ssa Baronio, «il concetto di pulizia del corpo, evolutosi nel tempo nel concetto terapeutico di drenaggio, ha radici profonde. Già nella medicina cinese classica, così come nella tradizione ippocratica e galenica, si attribuiva importanza all’eliminazione degli eccessi e al mantenimento dell’equilibrio interno. Successivamente, il drenaggio fitoterapico è stato sistematizzato anche nella medicina europea, fino a trovare nell’omotossicologia una sua ulteriore elaborazione. In termini fisiologici, è importante ricordare che il nostro organismo dispone già di sistemi di eliminazione molto efficienti. Il fegato trasforma numerose sostanze in composti che possono essere eliminati più facilmente; i reni filtrano il sangue e regolano l’equilibrio idrico ed elettrolitico; l’intestino permette l’espulsione degli scarti; i polmoni eliminano l’anidride carbonica e altre sostanze volatili, mentre la pelle contribuisce in misura più limitata all’escrezione. Anche il sistema linfatico svolge una funzione essenziale, raccogliendo i liquidi presenti negli spazi interstiziali e riconducendoli alla circolazione. Quando parliamo di drenaggio in ambito omotossicologico, ci riferiamo a un approccio che intende sostenere queste vie fisiologiche di eliminazione. Il principio è quello di favorire il funzionamento dei sistemi coinvolti nel mantenimento dell’omeostasi, cioè della capacità dell’organismo di conservare un equilibrio interno nonostante le sollecitazioni provenienti dall’ambiente e dal metabolismo».

La specialista sottolinea tuttavia l’importanza di distinguere questa interpretazione terapeutica dalle conoscenze fisiologiche consolidate: il fegato, i reni, i polmoni e l’intestino svolgono già naturalmente le proprie funzioni e non esistono prove solide che ogni persona abbia bisogno di specifici trattamenti depurativi per eliminare presunte tossine accumulate. Un ruolo centrale nella prospettiva sistemica è attribuito al tessuto connettivo e, in particolare, alla matrice extracellulare, l’ambiente nel quale si svolgono gli scambi tra il sistema circolatorio e le cellule. «Il tessuto connettivo, e in particolare la sua matrice extracellulare, rappresenta un elemento fondamentale per comprendere il funzionamento dell’organismo. È lo spazio che separa i capillari dalle cellule ed è costituito da acqua, collagene, proteoglicani e altre componenti che contribuiscono a definirne le proprietà strutturali e funzionali. La matrice extracellulare non è un semplice materiale di riempimento: è un ambiente dinamico nel quale avvengono gli scambi di nutrienti, ossigeno e prodotti del metabolismo, ma anche il passaggio e la modulazione di molecole di segnalazione, come citochine e fattori di crescita, coinvolte nella comunicazione tra le cellule. La composizione e le proprietà meccaniche della matrice influenzano questi processi. In presenza di infiammazione persistente o di alterazioni patologiche, infatti, la struttura del tessuto può modificarsi, con possibili conseguenze sulla comunicazione cellulare e sull’organizzazione dei tessuti». Nella prospettiva della Medicina dei Sistemi di Regolazione Biologica, la matrice extracellulare viene considerata anche un’interfaccia tra l’organismo e le sollecitazioni ambientali. È in questo contesto che si inserisce il concetto di drenaggio della matrice: l’idea è quella di sostenere l’equilibrio dell’ambiente interstiziale e i normali processi di scambio. «Quando la matrice perde le proprie caratteristiche fisiologiche, possono verificarsi alterazioni della funzione tissutale. È quindi fondamentale preservare la salute dei tessuti attraverso la prevenzione, uno stile di vita adeguato e la gestione delle condizioni patologiche che possono compromettere questi delicati meccanismi».

Il funzionamento delle cellule è strettamente connesso alle condizioni ambientali e alle abitudini quotidiane. Alimentazione, esposizione agli inquinanti, stress e utilizzo di farmaci possono influenzare, in modi differenti, i processi metabolici e i sistemi fisiologici di protezione. «L’organismo è continuamente esposto a stimoli provenienti dall’ambiente esterno e dal proprio metabolismo. Una dieta ricca di zuccheri raffinati e alimenti ultraprocessati, se protratta nel tempo, può contribuire a squilibri metabolici e a processi infiammatori. Allo stesso modo, l’esposizione ad alcuni inquinanti ambientali, come il particolato atmosferico, determinati metalli pesanti e alcune sostanze interferenti endocrine, può produrre effetti negativi sulla salute, in relazione alla sostanza, alla dose e alla durata dell’esposizione. Anche i farmaci possono avere effetti sul metabolismo e sulla funzionalità di alcuni organi, in particolare il fegato e i reni, ma questo dipende dal principio attivo, dal dosaggio e dalle caratteristiche individuali. È importante sottolineare che i farmaci prescritti non devono essere sospesi o modificati autonomamente: il loro impiego va sempre valutato dal medico in rapporto ai benefici e ai possibili rischi». Tra i meccanismi coinvolti nella risposta a queste sollecitazioni rientra lo stress ossidativo, che, quando supera le capacità di difesa dell’organismo, può contribuire al danno cellulare. Anche l’infiammazione cronica di basso grado può avere un ruolo nel favorire alterazioni metaboliche nel lungo periodo.

«La prospettiva sistemica invita a considerare questi fattori nel loro insieme. Il termine exposoma descrive l’insieme delle esposizioni ambientali e degli stimoli a cui una persona è sottoposta nel corso della vita. Accanto a questo, possiamo considerare l’interattoma, cioè la rete delle interazioni biologiche e relazionali in cui siamo inseriti.  Il nostro benessere dipende anche dalla qualità di queste interazioni. L’obiettivo è quindi ridurre, quando possibile, le esposizioni nocive e sostenere i normali processi fisiologici, senza attribuire a un singolo fattore la responsabilità di ogni sintomo o disturbo». Nell’approccio omotossicologico, il drenaggio si inserisce in un modello terapeutico più ampio, che comprende il sostegno d’organo e cellulare e la modulazione della risposta immunitaria. «L’approccio omotossicologico si articola tradizionalmente intorno a tre obiettivi principali: drenaggio e disintossicazione, sostegno d’organo e cellulare, e modulazione della risposta immunitaria. In questa prospettiva, l’intervento non si limita a considerare il sintomo isolato, ma cerca di inquadrare la persona nel suo complesso, valutando le condizioni cliniche, lo stile di vita, l’alimentazione e gli eventuali fattori che possono influenzare il suo equilibrio fisiologico. Il medico può proporre medicinali utilizzati nell’ambito dell’omotossicologia, disponibili in diverse formulazioni, come gocce, compresse o preparazioni iniettabili, selezionandoli in base al quadro individuale. Il percorso può essere accompagnato da indicazioni relative all’idratazione, all’alimentazione e alle abitudini quotidiane. Nella prospettiva della Bioregulatory Systems Medicine, il drenaggio della matrice extracellulare assume un ruolo centrale sul piano teorico, perché mira a considerare l’ambiente nel quale avvengono gli scambi e la comunicazione cellulare, anziché concentrarsi esclusivamente sul singolo organo».

La dott.ssa Baronio richiama anche l’importanza di valutare i trattamenti sulla base delle evidenze disponibili. L’efficacia clinica dei singoli rimedi omotossicologici e dei trattamenti specificamente proposti per il drenaggio deve infatti essere verificata scientificamente. Non è dimostrato che questi prodotti eliminino genericamente tossine accumulate nei tessuti, né devono sostituire terapie di efficacia documentata. Il loro eventuale utilizzo va discusso con il medico, soprattutto in presenza di patologie o di terapie farmacologiche in corso. Al di là dei trattamenti specifici, la tutela della salute passa soprattutto attraverso comportamenti quotidiani capaci di sostenere le normali funzioni fisiologiche. «Le basi del benessere sono quelle raccomandate dalla medicina: uno stile di vita equilibrato, costante e adatto alle esigenze della singola persona. L’alimentazione rappresenta un punto di partenza fondamentale. Una dieta varia, ispirata al modello mediterraneo, ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali e fibre, e basata prevalentemente su alimenti poco processati, contribuisce al mantenimento della salute metabolica. Anche una corretta idratazione è importante, con quantità adeguate alle condizioni individuali e alle eventuali indicazioni mediche. L’attività fisica regolare favorisce la circolazione, sostiene il metabolismo e contribuisce al buon funzionamento del sistema linfatico. A questo si aggiungono il sonno di qualità e la gestione dello stress, entrambi importanti per la regolazione di numerose funzioni fisiologiche. È utile limitare il consumo di alcol, evitare il fumo e ridurre, quando possibile, l’esposizione agli inquinanti ambientali». Accanto a questi aspetti, la specialista invita a non trascurare la dimensione relazionale ed emotiva. «Coltivare legami autentici, vivere in un ambiente sociale positivo e dare significato alle proprie giornate può contribuire al benessere psicologico e alla qualità della vita.

La salute, in definitiva, non è una condizione statica, ma un equilibrio dinamico che si costruisce quotidianamente attraverso le nostre scelte, l’ambiente in cui viviamo e la capacità di prenderci cura di noi stessi nella nostra globalità». Dalle riflessioni della dott.ssa Cristina Baronio emerge una visione della salute che invita a superare una lettura esclusivamente organo-centrica per considerare l’organismo come una rete complessa di relazioni e processi interdipendenti. In questa prospettiva, il drenaggio rappresenta un concetto che si collega al funzionamento dei sistemi fisiologici di eliminazione, alla qualità dell’ambiente extracellulare e alle interazioni tra individuo ed ecosistema.

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