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Giorgia Meloni, perché dopo aver divorato Berlusconi preoccupa anche Salvini

di Maria Pezzi domenica 6 ottobre 2019

4' di lettura

"Georgia, Georgia/The whole day through/Just an old sweet song/ Keeps Georgia on my mind". C' è una vecchia canzone che tiene Giorgia nei miei pensieri, cantava Ray Charles che probabilmente non era iscritto a Fratelli d' Italia. Eppure, Giorgia è un' insinuante melodia blues. Giorgia Meloni sta diventando un refrain nelle intenzioni di voto degli italiani. Mai l' avremmo detto. Il sondaggio settimanale del TgLa7 la dà, come partito, al 7,3% mentre solo la settimana scorsa era 6,7% (contro il 5% di Forza Italia e il 32,8% della Lega). Per Ipsos-Corriere della sera, addirittura «la perplessità per il comportamento dell' ex ministro degli interni ha portato gli elettori della Lega ad avvicinarsi a Fratelli d' Italia: il partito di Meloni si avvicina infatti al 9%», mentre Fi sta al 7% e la Lega al 30%. Sulla fiducia personale, poi, è ancora meglio. Secondo EMG Acqua, dopo Matteo Salvini al 40% e "Giuseppi" Conte al 39%, la Meloni supera Di Maio al 28%, Zingaretti al 23% e il Berlusca al 17%. Ora, che cosa sta rendendo questa piccola grande politica proveniente dalla Garbatella una sorta di Giovanna d' Arco del sovranismo? Che cosa ha portato questa ex giovane e talentuosa militante di An a scalare dalle Primarie per l' XI Municipio di Roma fino al più giovane dicastero della storia repubblicana (con Berlusconi); e alla creazione di un partitello che si pensava destinato all' estinzione; e all' avvicinarsi al Campidoglio; e superare Forza Italia nei sondaggi togliendo voti alla Lega; e a diventare una delle principali forza d' opposizione del Paese, in crescita costante mentre in tutt' Europa i partiti omologhi a Fli hanno subito una brusca frenata? La profezia -  Quando Ignazio La Russa, il suo mentore, nel 2014 ci sibilò con voce roca e profetica: «Questa è talmente brava che, se nessuno la ferma, va a Palazzo Chigi...», be', il vaticinio ci sembrava un tantino esagerato. Eppure Meloni ha qualcosa che nessuno dei politici sulla piazza possiede. Ha il dono della coerenza, che nel Palazzo è tendenzialmente un elemento inesistente in natura. Guido Crosetto, persona perbene, politico sopraffino e coofondatore di Fli in disaccordo con l' appoggio dato dal centrodestra al governo Monti, una volta, per Giorgia, twittò una dichiarazione d' amore: "Sei spigolosa; dici sempre le stesse cose, senza cambiarle a seconda del momento; ti arrabbi; non temi di essere antipatica o odiata; non ti difendi dietro il tuo sesso e sei fastidiosamente coerente con la tua storia ed i tuoi valori. Cercavi una nazione, hai sbagliato Paese". Tradotta in inglese sembra davvero un testo di Ray Charles. Ma Crosetto è solo la punta dell' iceberg dei fans ora dichiarati, ora in sonno della Meloni. Perché, davvero la politica si sposta seguendo le opinioni -a volte- volatili dei sondaggi e dei giri di poltrone; ma Meloni è sempre lì, conficcata nel terreno delle sue convinzioni. Sul deficit ha sempre dichiarato: «Si possono spendere soldi in deficit, ma per qualcosa che rimanga ai figli»; che, di fatto, oggi, è uno dei punti retorici di Conte. Sul vincolo di mandato rimarca: «Noi siamo sempre stati favorevoli. Lo ha portato in parlamento Fratelli d' Italia almeno quattro volte nell' ultimo anno e di Maio lo ha sempre bocciato». Sulle giravolte governative della Lega (l' hanno profondamente seccata), la taglia giù a fette: «Al netto del referendum sulla legge elettorale mi piacerebbe chiedere agli alleati di centrodestra un serio patto anti-inciucio». Nessuno scheletro -  E nessuno riesce a contraddirla, o a rovesciarle addosso scheletri nell' armadio. Perché Giorgia ha ragione. E perché non ha mai avuto scheletri, e, se mai li avesse avuti, ha preso quelle quattro ossa e ne ha fatto legna da falò per un bivacco di manipoli. Crosetto ha ragione, Giorgia è tenacemente inchiodata alle sue verità, l' impalcatura del suo progetto politico: la rimozione del fiscal compact europeo dalla Costituzione, la modifica delle Legge Fornero, e l' opposizione al reato di tortura, all' utero in affitto e alla teoria dei gender. E non parla neanche della ridistribuzione delle quote migranti, perché, da sempre, la signora è favorevole al blocco navale che stoppi i migranti prima della partenza. A volte, nel mantenere le posizioni si atteggia un po' a piccola Margaret Thatcher. Ma, diosanto, se prende un' idea per le corna non la molla fino all' ultimo anelito. Sarà per questo che, al commento sconsolato: "Non so più per chi votare", sempre più spesso si sente, specie a centrodestra: "Vota Meloni, almeno ha dei pensieri con cui non entra in contraddizione". Giorgia, on my mind... di Francesco Specchia

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giorgia meloni

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