(Adnkronos) - In controtendenza si muovono, invece, i più moderni format distributivi, ovvero gli outlet, in crescita del +2,7%, ma soprattutto l'e-commerce: pur con una quota del 3%, le vendite on-line di moda uomo sperimentano un boom del +31,5% nel periodo considerato. Secondo i dati di fonte Istat, relativi all'anno 2013, la moda maschile è risultata ancora interessata da un andamento dicotomico tra import ed export: mentre il primo si muove in area negativa, segnando una flessione del -4,3%, le vendite estere si sono mantenute in crescita, raggiungendo un +4,2%. In termini di linee di prodotto, tutte le merceologie qui considerate hanno evidenziato una crescita dell'export, eccezione fatta, come nel 2012, per le cravatte (-6,4%). L'export di vestiario esterno e l'export di maglieria si sono mossi su ritmi simili, segnando rispettivamente un aumento del +4,1% e del +4,3%. Over-performanti rispetto alla media di comparto sono risultati la camiceria (+5,1%) e l'abbigliamento in pelle, il quale, più che compensando le forti perdite sul mercato domestico, ha messo a segno un +11,9% all'estero. (segue)