(Adnkronos) - Non mancano, tuttavia, segnali di criticità, quantomeno se si guarda a due mercati benchmark per il settore, come Francia e Stati Uniti. Nel mercato francese da gennaio ad aprile 2014 si rileva una flessione dei consumi di pret -à- porter maschile del -1,7%, mentre, analizzando le statistiche ufficiali rilasciate dallo US Census Bureau, nel primo trimestre dell'anno in corso le vendite al dettaglio dei "men's clothing stores" presentano una battuta d'arresto nell'ordine del -1,4% (dati provvisori). Sulla base dei risultati dell'indagine campionaria condotta da Smi presso un panel di aziende operanti nella moda uomo, nel primo trimestre 2014 mentre il fatturato estero conferma il dato Istat, risultando in crescita, le vendite in Italia si mostrano ancora cedenti (-2,6%), ma in netto miglioramento rispetto al dato registrato presso il medesimo panel lo scorso anno (allorquando si era registrato un calo del -7%). Con riferimento agli ordini, la raccolta effettuata dalle imprese a campione nel corso del primo trimestre del 2014 si porta lievemente al di sotto dei livelli del 2013 per l'estero (allorquando aveva segnato un +11,8%), mentre la raccolta nazionale decelera al -2,8%. Oltre il 63% del campione, interrogato sull'evoluzione della congiuntura confida in una "stabilità" delle condizioni di business, mentre il 18,2% prevede un miglioramento. Al di là di queste prime indicazioni sul 2014, l'appuntamento fieristico di Pitti Uomo si rivelerà ancora una volta un termometro particolarmente significativo per capire le tendenze del mercato, consentendo agli operatori del settore di formare al meglio le proprie aspettative per la seconda metà dell'anno e indirizzare, di conseguenza, le proprie strategie di business.