Parla l'attore

Aggressione contro la coppia gay, Gabriel Garko sbotta: "L'omosessualità no ma la violenza sì? Basta"

Giulia Sorrentino

Gabriel Garko ha fatto da poco tempo outing e decide di intervenire in merito a quanto accaduto oggi nella capitale. Due ragazzi omosessuali sono stati aggrediti in stazione semplicemente perché si scambiavano delle effusioni. Sono motivi questi per cui si debba ricorrere alle mani? Sono questi i dolori fisici ma soprattutto morali che deve subire una persona omosessuale? Davanti a queste immagini tanti si chiedono se non sia meglio tacere in merito alla propria sessualità, altri ancora trovano la forza per reagire per farsi sentire e per lottare più vigorosamente di prima. 

 

 

Su Instagram Garko ha sfogato il suo dispiacere tramite delle parole forti e soprattutto facendo parlare fotografie ritraenti baci tra lo stesso sesso nonché baci tra sessi opposti, che lasciano intendere non solo che l’omosessualità sia sempre esistita, che sia un qualcosa di ancestrale, ma altresì che non ci sia differenza con l’eterosessualità. Non si capisce il perché ancora oggi non venga ritenuta la normalità. 


Sentendo Gabriel al telefono, giustamente alterato, dispiaciuto e incredulo, sostiene “non c’è nulla di male in una dimostrazione d’affetto, se due persone si vogliono tenere per mano devono poterlo fare. Io non sono così propenso, ma per mia natura e soprattutto per il mio passato. Non stavano facendo sesso per strada, cosa che sarebbe stata totalmente irrispettosa, ma si dimostravano affetto. Il vero problema è l’ignoranza. E ci tengo anche a porre un interrogativo: l’omosessualità non va bene ma la violenza si?”

 

 

Garko sostiene inoltre che si dovrebbe accelerare da un punto di vista istituzionale per la tutela dei diritti degli omosessuali, che ancora non hanno le stesse certezze e garanzie che vengono noi riservate. Speriamo tutti di non dover più assistere ad atti simili, verso nessuno, speriamo di non dover più leggere negli occhi di nessuno queste forme di discriminazione, perché il danno non saranno tanto i lividi, quanto le lacrime e le ferite interiori che faticheranno sempre più a passare. Che i gay non siano abbandonati e che siano rispettati in quanto persone indipendentemente dal loro orientamento sessuale.