Biscione

Mediaset, "Giampiero Mughini l'unica possibile salvezza": le indiscrezioni

Daniele Priori

Il trash c’è ancora. Gli ascolti invece no. A poco più di una settimana dall’inizio, per salvare il nuovo Grande Fratello già boccheggiante serve un elettoshock d’impatto. È forte l’attesa per l’ingresso dell’inquilino over, Giampiero Mughini, unica possibile risorsa in termini di vivacità intellettuale, tra i concorrenti. Ma per ora la data dell’ingresso dello scrittore, che si è dovuto sottoporre a dei controlli clinici, è ancora da stabilire. Per cui Mediaset ha deciso di correre ulteriormente ai ripari già da domani, spostando la diretta dal venerdì al giovedi, così da evitare il pericolosissimo derby con la prima puntata di Tale e Quale di Carlo Conti.

Quanto basta, insomma, per considerare Alfonso Signorini e la sua squadra di autori, immutata rispetto alle precedenti edizioni, già sulla graticola. I dati di ascolto parlano drammaticamente chiaro. Dopo il 23% di share della prima puntata che faceva ben sperare, il secondo appuntamento di venerdì scorso con la casa (per ora decisamente meno spiata del solito), è stato un’autentica Caporetto. Signorini e i suoi “inquilini” (richiamo generico che ha preso il posto dell’orrifico Vippooooniii!) sono scesi, infatti, al 16% di share, lasciando spazio alla musica dei Tim Music Awards di RaiUno, messa cantata che ha ottenuto il 17,5%, 374mila spettatori in più rispetto al programma dell’ammiraglia Mediaset.

 

 

 

Nella terza puntata dello show, andata in onda lunedì, lo share è leggermente risalito (18%) ma addirittura un milione di telespettatori in più hanno preferito la replica di una puntata del Commissario Montalbano del 2005, rispetto alla versione del finto bon ton del reality di Canale 5. Al punto che dalle parti di Cologno sembra stia salendo un po’ di nervosismo. Per una serie molteplice di ragioni.

La rivoluzione morale voluta da Pier Silvio Berlusconi, oltre a non attrarre spettatori, nei fatti (se c’è davvero) si vede poco. Con un’unica differenza, legata al fatto che gli svarioni, scheletro della narrazione nelle precedenti edizioni, in questa diventano come la polvere da nascondere sotto il tappeto. Se ne accorgono i social, il web ne parla, ma in diretta si fa finta di nulla. Con un Signorini che pare essere più impacciato, quasi frenato e molto più gaffeur del solito.

 

 

 

Fatto sta che se ne stanno comunque vedendo e sentendo di tutti i colori. Tra bestialità geografiche (si sono addirittura inventati la città di Macera, indecisi tra Matera e Macerata), scivoloni del vanesio macellaio romano, Paolo Masella, novello Manzotin, che a Napoli non trova riferimenti culturali. Lo stesso che poi ha invitato scherzosamente l’atleta gieffino Alex Schwazer, già squalificato per doping, con un clamoroso «andiamo a drogarci!». Per arrivare alla presunta mezza bestemmia di uno dei concorrenti, il nip Claudio Roma, dal passato difficile, incazzato nero proprio con Signorini che in diretta, all’ingresso nella casa, l’aveva definito ex spacciatore. Tutto però senza ironia. Anzi, per dirla meglio, finora si sono viste solo lacrime. Serve una pietra filosofale, un uovo di Colombo che per ora non si trova. Tutti, infatti, dal gruppo autoriale allo stesso Signorini avevano puntato assai sul jolly saggio e sempre pimpante, Giampiero Mughini, specie per lo start della trasmissione che, da sempre, è uno dei momenti più difficili. La speranza è che l’intellettuale possa tornare presto a varcare la porta rossa di Cinecittà. Sì, tornare perché in realtà nella puntata di venerdì scorso lo scrittore si è fatto già vedere in trasmissione con i suoi iconici occhiali dalla montatura giallo fluo. Giampiero ha voluto, infatti, conoscere dal vivo i futuri compagni di avventura: «Ci tenevo a incontrare per la prima volta le persone nella loro verità» ha detto nel corso della diretta. E poi: «Confesso che per me è una grande responsabilità quella di essere all’altezza di questi ragazzi giovani, non apparire come un bisnonno noioso». Difficile esserlo più di quanto ci stanno propinando finora.