Dopo aver ascoltato le canzoni in gara e scoperto la TOP5 della prima serata, si è accesa ufficialmente la gara della 76ma edizione del Festival di Sanremo. Il duo Fedez-Masini e Serena Brancale, secondo gli esperti Sisal, si contenderanno la vittoria finale: i primi offerti a 2,75 sorpassano l'artista pugliese che è invece salita a 3,25.
Chi sono i potenziali avversari? Su tutti c'è Arisa, che risale la classifica a quota 6,00, conquistando la sua Magica favola. Accanto a lei, artisti che potrebbero stupire e ribaltare la scena proprio come l'anno scorso aveva fatto Lucio Corsi: Sal da Vinci, Ditonellapiaga e Fulminacci.
Dopo il successo di Rossetto e caffè, con la sua Per sempre si Sal da Vinci potrebbe candidarsi a essere la nuova colonna sonora nazional popolare del 2026. La vittoria del partenopeo è offerta a 9,00. Ditonellapiaga, proposta a 12,00, dopo essere entrata nella prima TOP5 potrebbe dominare la scena di questo Festival, mentre Tommaso Paradiso scende dal podio dei favoriti: ora la sua vittoria è a 16,00. Attenzione a Fulminacci: il giovane cantautore romano sembrerebbe non essere così sfortunato, piuttosto il vero underdog di questa edizione. La probabilità di vederlo vincitore pagherebbe 20 volte la posta.
Nel frattempo, montano già un paio di polemiche per così dire regolamentari. Sui social in tanti fanno notare che Fedez e Masini sarebbero stati favoriti dall'essersi esibiti come sedicesimi, nel cuore cioè della prima serata. C'è chi ricorda che anche nelle scorse edizioni chi si è esibito a metà scaletta alla fine l'ha spuntata o è finito sul podio. Non siamo dalle parti del complotto, o perlomeno non ancora.
Sono invece i Comitati Regionali per le Comunicazioni a esprimere "perplessità e preoccupazione" per le modalità di individuazione delle emittenti radiofoniche chiamate a comporre la giuria radio del Festival 2026. La scelta nella responsabilità dei Corecom (ente pubblico) per le precedenti edizioni, quest'anno, è stata affidata a una società di sondaggi che di fatto ha adottato criteri di esclusione territoriale. I Corecom, organi funzionali dell'Autorità delle Garanzie per le Comunicazioni, gestiscono il ROC, strumento ufficiale che certifica tutti gli operatori del settore radiotelevisivo, garantendo una mappatura aggiornata della copertura radiofonica dell'intero territorio nazionale, elemento sostanziale e rilevante per comporre una giuria radiofonica equa e rappresentativa.
"Radicati in ogni regione - si legge nel comunicato - garantiscono rappresentatività ed equilibrio geografico tra le emittenti radiofoniche. Parrebbe di contro, che la società di sondaggi indicata abbia escluso intere rappresentanze radiofoniche territoriali. Opportuno inoltre sottolineare: pare quantomeno strano che Rai, concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, abbia ritenuto più opportuno affidare il servizio ad una società privata a pagamento piuttosto che fruire del servizio qualificato e gratuito dei Corecom".