La polemica politica invade il palco dell'Ariston ed ecco che Fiorella Mannoia segue la scia di Ermal Meta. La cantante si è presentata alla quarta serata di Sanremo 2026, quella dedicata alle cover, indossando una piccola spilla della Palestina appuntata sulla maglia nera. Il suo impegno non è nuovo. L'artista aveva già denunciato apertamente quello che per lei è un "eccidio di civili inermi su una striscia di terra. Quand’è che cominceranno ad agire?".
Prima di lei è stata la volta di Ermal Meta. Quest'ultimo è salito sul palco con un nome cucito sul colletto della camicia, Amal. In un messaggio pubblicato sui social ha spiegato che la protagonista del brano "è una bambina senza nome, ma forse ha tutti i nomi", citando Aysha, Amal, Layla, Nour e Hind. "Figlie di nessuno, figlie di tutti", ha scritto, spiegando di aver voluto cucire quei nomi sui suoi abiti, tracciati di suo pugno.
E poi, in conferenza stampa, aveva spiegato che "il silenzio è il grande problema di oggi. Soprattutto è un silenzio che ci autoinfliggiamo: certe cose non si possono dire, non si può dire Gaza, non si può dire Palestina, come se fosse una bestemmia. Il fatto che non si possano dire è una bestemmia". Eppure queste prese di posizioni non sono state prese benissimo dai telespettatori. "Ma c'è qualcuno a cui frega meno di niente di ciò che pensa la signora Mannoia della Palestina? Ma chissenefrega di cio che dice o pensa. E lo dico con il massimo rispetto perché ognuno nel rispetto del pensiero altrui può pensarla come vuole", si legge su X. E ancora: "Schifo, gli altri morti non esistono per le guerre che ci sono, per i kompagni esiste solo la Palestina, Mannoia vergognati".
Ma c'è qualcuno a cui frega meno di niente di ciò che pensa la signora Mannoia della Palestina? Ma chissenefrega di cio che dice o pensa. E lo dico con il massimo rispetto perché ognuno nel rispetto del pensiero altrui può pensarla come vuole.
— Pietro Belgrado (@gpietro334) February 28, 2026