È morto a 73 anni David Riondino nella sua abitazione a Roma. Il cantautore e attore combatteva contro una grave malattia da alcuni anni. Era nato a Firenze il 10 giugno 1952. Tra i suoi brani celebri Maracaibo, cantata da Lu Colombo nel 1981. Ma suoi sono album e spettacoli che mixano satira, tradizione popolare e poesia. Ha collaborato con artisti come Dario Vergassola, Paolo Rossi Sabina Guzzanti e Stefano Bollani. Ha lavorato in radio, per la televisione e al cinema. I funerali si terranno martedì 31 alle 11, presso la Chiesa degli artisti a Roma. Nato a Firenze nel 1952, figlio di un maestro elementare, prima di diventare un artista aveva lavorato per dieci anni come bibliotecario alla Biblioteca Nazionale di Firenze: il dettaglio dice già tutto su di lui, su quel misto insolito di rigore e sregolatezza, di cultura profonda portata con leggerezza assoluta.
Nell’ambiente musicale degli anni Settanta cominciò a sperimentarsi come cantautore, fino all’occasione unica di aprire i concerti della tournè e di Fabrizio De Andrè con la Premiata Forneria Marconi tra il dicembre 1978 e il gennaio 1979. Poi la satira, le riviste militanti, i fogli di controcultura: collaborò con Tango, Il Male, Cuore, Comix e con il quotidiano il manifesto. Al grande pubblico arrivò attraverso la televisione e in particolare attraverso il Costanzo Show, dove la sua capacità di improvvisare canzoni satiriche su richiesta, accompagnandosi con una chitarra scalcagnata, divenne quasi leggendaria. Partecipò anche a Quelli che il calcio e a Bulldozer.
Ma il teatro rimase sempre il suo habitat più autentico: debuttò nel 1989 con Romanzo picaresco, cui seguirono Chiamatemi Kowalski e La commedia da due lire, entrambe con Paolo Rossi, e poi il lungo sodalizio con Dario Vergassola che portò nei teatri italiani I cavalieri del Tornio e Todos Caballeros, gioco intorno al Don Chisciotte di Cervantes. Nel 1995, con la compagna Sabina Guzzanti, presentò a Sanremo la canzone Troppo sole. L’anno dopo debuttò alla regia cinematografica con Cuba libre- Velocipedi ai tropici. Era fatto così: non appena padroneggiava un linguaggio, ne cercava un altro.