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Acca Larentia, Fabio Rampelli: "Accadde anche con Draghi, ma tutti zitti"

"Noi non facciamo saluti romani, nessuno di noi ne ha fatti, per scelta e non per convenienza, da sempre e non da oggi perché stiamo al governo". A spegnere la polemica è Fabio Rampelli. Il vicepresidente della Camera dei deputati di Fratelli d'Italia, collegatosi con Tagadà nella puntata di lunedì 8 gennaio, ricorda che "la nostra presenza non ha niente a che vedere con la manifestazione serale". Il riferimento è a quanto accaduto ad Acca Larentia, Roma, dove la manifestazione per ricordare tre esponenti del Fronte della Gioventù uccisi davanti alla sede del Msi, si è conclusa con il saluto romano. "Noi - spiega ancora su La7 - non partecipiamo alla manifestazione tradizionale di Acca Larentia ma ad altre, non vogliamo però rinunciare al ricordo dei 3 giovani barbaramente uccisi da un commando comunista". 

E ancora: "La mattina del 7 gennaio una rappresentanza ufficiale di FdI si reca a deporre tre cuscini, il pomeriggio - in perfetta coincidenza - Gioventù nazionale organizza una fiaccolata sul quadrante opposto della città, a Villa Glori, dove vent'anni fa è stato simbolicamente piantato un albero come segno di rinascita". Da qui la frecciata alla sinistra: "Mi pare che la distanza sia oggettiva, tanto quanto la brutta figura di chi, in assenza di argomenti, ci fa domande retoriche, sempre le stesse, le cui risposte stanno nella natura stessa della comunità che avrebbe fondato FdI". 

 

 

Infine Rampelli tiene a precisare che la manifestazione andata in scena non è nuova. Anzi, avviene tutti gli anni. "È accaduto anche quando Gentiloni era presidente del Consiglio e Minniti era ministro dell'Interno". All'epoca però - conclude - "non è stato fatto nulla. Nemmeno quando è capitato con Draghi al governo.. Si vede che quando c'è un governo di centrodestra, lo spirito di fazione prevale"