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Alan Friedman, regressione in tv: smorfiette e urletti

di Claudio Brigliadori giovedì 15 gennaio 2026

2' di lettura

Il copione di Alan Friedman? Drammatizzare e sbeffeggiare, tutto nel giro di pochi surreali minuti. Il giornalista economico americano, ormai da tempo italiano d’adozione, è ospite frequente nel salotti tv di La7 dove si è ritagliato un ruolo da tuttologo e di esperto Usa. E così, in collegamento con Tiziana Panella a Tagadà, ha gioco facile nello sparare a zero sull’odiatissimo (da lui) Donald Trump. «L’America non è mai stata così piena di violenza», sentenzia. E il riferimento non è all’attentato al presidente o all'assassinio di Charlie Kirk, ma ai fatti di Minneapolis, dove qualche giorno fa un agente dell’Ice, la polizia anti-immigrazione clandestina, ha sparato a una donna nella sua auto, uccidendola.

«Trump sta aizzando la violenza, la sta incitando in una provocazione che va spiegata», attacca Friedman che descrive l’Ice come un «gruppo paramilitare molto violento, uomini mascherati che prendono i ragazzi dalle strade di New York, Michigan, Minneapolis. Questo soprattutto in città largamente controllate da sindaci democratici». «L’idea di Trump non è riportare l’ordine, perché non ci sono 25 milioni di criminali che sono entrati in America, questa è una bugia. Ci sono 20 milioni di americani o di persone senza documenti che lavorano come lavapiatti, camerieri e cassieri». Quindi la fosca profezia: «Più Trump provoca più ci sono manifestazioni e più Vance annuncia che c'è un complotto di antifa della sinistra estrema di Soros... Tutte bugie. Siamo a “1984”, Orwell puro. Io temo che stiamo scivolando verso una guerra civile». «Non si può confondere lo stato di diritto con l’antagonismo o col non condividere la linea di un presidente.

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Sono due fatti separati», gli ricorda Chiara Tenerini, deputata di Forza Italia, aggiungendo che «Trump ha il 45% dei consensi sull’immigrazione e sul controllo dei confini. Sono numeri, non favole». Come risponde Friedman? Facendo gesti con le mani e versi di sfottò: «Noooooo, sono fake news». «Lei vive in un universo parallelo insiste l’azzurra -. Glielo dice una che non è una personale sostenitrice di Trump. Non può dire scempiaggini!». «Studia meglio, che volgarità», ribatte Alan con un carico di faccette, smorfie e occhi che roteano. Puro teatro.

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