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"Tutti insieme viva il Duce": il brano vola, la sinistra impazzisce

di Alessandro Gonzato sabato 10 gennaio 2026

3' di lettura

Evribàdi viva il Duce. Anzi, Everybody Viva il Duche, o il Dvce, con la “v” latina. È uno stratagemma: se scrivi “Duce” Youtube e i social ti bloccano e addio al Duce. Come? Fermi tutti, la faccenda è tremendamente seria. È apologia di fascismo! Urgono interrogazioni parlamentari. Il governo riferisca in aula. È anche colpa di Trump. Che diavolo c’entra Trump? Dopo il Venezuela e la Groenlandia si prende l’Italia! Lui è tornato. Chiamate gli acchiappa fascisti, svelti, c’è l’allarme squadracce nere!

Macché. Eia eia ma va là! “Everybody viva il Duche” è un motivetto, pardon una canzone che spopola sul web, in pochi giorni conta centinaia di migliaia di visualizzazioni ma potrebbero essere milioni perché ci sono un’infinita di versioni. Da TikTok in su, o in giù, è una parodia dietro l’altra. Non è chiaro se ci sia un autore unico, è un remix fatto di montaggi-video improbabili, come il pelatone che scia a ritmo, una commistione tra dance e musica latina.

IL COMMENTO
“Everybody viva il Duce... Tutti insieme viva il Duce, bam bam bam!”. Sul canale Youtube di “Il Gravel”, che ha quasi 5mila iscritti e alla fine pare che sia lui l’artefice del tormentone, c’è la spiegazione di questa parodia, per nulla pro-Mussolini: «Come sarebbe stata la comunicazione del Duce se fosse avvenuta ai tempi di TikTok? Probabilmente questa. Duce o Dvce? Significa capo, condottiero, guida. Un termine generico per indicare una persona di spicco, che è una guida per una comunità. Dunque», continua la spiegazione, «potremmo tradurre la frase principale della hit in “Tutti insieme viva il capo”. Se la si canta per esempio in azienda si omaggia il capo dell’azienda. È un montaggio pensato esclusivamente per far ridere e riflettere: un brano che esagera volutamente toni e situazioni per mettere in luce l’assurdità di certi miti e nostalgie. È un remake moderno ricontestualizzato, non una celebrazione».

A sinistra qualcuno dice e altri diranno che è la «normalizzazione del fascismo» (quel gran mattatore di David Parenzo l’ha già detto), «il risultato del clima che si respira in questo Paese con questo esecutivo securitario». Ma per la sinistra, con questo governo «delle destre-destre», avrebbe dovuto esserci pure il sabato fascista. Di sabato invece ci sono state le manifestazioni islamiste, ora pro dittatori, rossi però.

Torniamo alla spiegazione del video: «Questo montaggio è stato realizzato con la colonna sonora pubblicata dall’autore del pezzo audio “Quadrato Vincolato” con il titolo “Everybody Viva el Duche”, usato su TikTok in oltre 8mila video». “Il Gravel” è durissimo sul Ventennio: «Il nazifascismo ha fatto più di 80 milioni di morti, Mussolini è stato trasformato in un martire perché invece di essere stato assicurato alla giustizia c’è stato piazzale Loreto». Insomma: altro che normalizzazione del fascismo. È un motivetto che trasforma il Duce in una macchietta, nel video c’è gente che balla come si fa alle sagre paesane, braccia in aria e passi coordinati.

IL TESTO
“Black shirt in the night/ boots on the ground... march in the Rome 1922... Everybody Viva il Duce... Bam bam bam”. La canzone spopola e quel caravanserraglio della “Zanzara”, magistralmente aizzato dal signor Cruciani, l’ha rilanciata. Cruciani ha ghignato come un matto dandola in pasto a quello straordinario spaccato di umanità radiofonica che annovera gente che si autoaccusa delle peggiori malefatte e chi non lo fa è perché ne commette di peggiori. A sinistra qualche fegato è già scoppiato, pim pum pam! Anzi, bam bam bam. Ne brilleranno molti altri quando i figli adolescenti, travolti dal ritornello senza che gliene freghi niente del pelatone, canticchieranno il Duce. Magari l’hanno già fatto durante il Natale. Vuoi mettere, in spiaggia, se “Everybody Viva il Duche” resiste fino all’estate? Ai pro-Pal, ora pro-dittatori venezuelani ma ancora pro-ayatollah, suggeriamo una modifica: da “Danza Kuduro” a “Danza Maduro”. Bam bam bam...

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