Il trasloco di Che Tempo Che Fa dalla RAI, tv pubblica, alla privata Discovery sul NOVE nessuno lo ha dimenticato. E basta un video, una battuta e la polemica torna ad infiammarsi sul serio. Stavolta il palcoscenico è Domenica In, dove Luciana Littizzetto rientra da ospite e, in pochi minuti, riesce a dire tutto con il suo solito stile.
L’occasione è innocua: presentazione di un libro, chiacchiere con Mara Venier, clima disteso. Poi, però, arriva il fuori programma. Un videomessaggio di Fabio Fazio, il partner di una vita televisiva, quello con cui ha costruito un marchio riconoscibile e poi portato altrove, lontano da Viale Mazzini. E lì cambia tutto. Fazio gioca sul loro legame: “Lei è parte di me, fisica”, dice, con quel tono che sta a metà tra affetto e marchio di fabbrica. Poi la stoccata travestita da complimento: il libro “è riuscito bene”.
Parole leggere, ma sufficienti a rimettere in scena un rapporto che la Rai ha perso e che continua a pesare. La risposta della Littizzetto è chirurgica, senza bisogno di alzare la voce: “Fabio, siamo in Rai di nuovo! Che emozione! … È già un avvicinamento”.
Una frase che fa ridere lo studio, certo. Ma che soprattutto colpisce nel punto giusto. Perché dietro l’ironia c’è un dato politico-televisivo: i due volti simbolo di Che Tempo Che Fa, oggi altrove, continuano a orbitare attorno al servizio pubblico. La Rai li ha lasciati andare e poi li riaccoglie, anche solo per interposta persona.
Il pubblico che li riconosce ancora come “casa”. E loro, che non chiudono mai davvero la porta. Nessuna polemica esplicita, nessun attacco frontale. Solo una frase ben piazzata, di quelle che sembrano leggere e invece restano. Nel mezzo, infine, le solite scaramucce simpatiche Fazio-Littizzetto. Il primo scherza: “All’inizio pensavo che se lo fosse fatto scrivere da qualcun altro, poi leggendolo l’ho trovato intenso e leggero come lei. E quindi purtroppo è suo e ce lo teniamo così com’è. È anche riuscito bene”. E Luciana replica: “Ci vogliamo bene, lo mando tantissimo a ca*are, lui un po’ meno. C’è quella confidenza che ci permette di dire sempre come la pensiamo. La stima non cambia e l’affetto nemmeno”.