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Floris, tutti ossessionati da Meloni: "Con la bara e con la fiamma"

di Claudio Brigliadori sabato 6 giugno 2026

2' di lettura

Devono aver scambiato il 2 giugno per il 25 aprile. Perché nelle ore successive alla parata ai Fori Imperiali perla Festa della Repubblica, su La7 è un susseguirsi di ombre e spettri fascisti. A coltivare per prima l’ossessione preferita della sinistra è Vittoria Baldino, deputata del Movimento 5 Stelle ospite di Giovanni Floris a DiMartedì.

Secondo l’onorevole, Giorgia Meloni ha cambiato idea sulla celebrazione: «Io non mi stupisco, considerando che Fratelli d’Italia è l'erede del partito che la Costituzione l’ha subita e non ha contribuito a scriverla e questo lo vediamo al di là delle auto-narrazioni di questa destra adesso moderata, che non è poi così tanto moderata in quello che fa, nei fatti». Non solo: «I fatti dicono che loro la Costituzione in realtà non la proteggono e non la tutelano, hanno provato a scassinarla con il referendum, l’ha tutelata il popolo, l’abbiamo tutelata noi, i valori della Costituzione di libertà, uguaglianza, giustizia sociale, diritto alla salute per tutti sempre, diritto all’istruzione». Il ritornello è noto, ormai: anche il 2 giugno non è una festa di tutti.

«Io credo che la vera Giorgia Meloni sia quella che diceva che il 25 aprile e il 2 giugno sono feste divisive e non questa di adesso che, per opportunismo cambia faccia, ma in realtà la faccia è sempre la stessa».

Stessa tesi di Pier Luigi Bersani. Floris gli legge una frase della premier: «“Che Repubblica vogliamo essere domani”, perché spostare il peso dal festeggiamento ai prossimi anni?». Secondo l’ex leader del Partito democratico, semplicemente gli uomini e le donne di Fratelli d’Italia nella Festa della Repubblica “non si riconoscono... Il ’46 è stato anche l'annodi fondazione del Movimento sociale italiano, con la bara, con la fiamma. È un’altra storia che continua”. Per la gioia delle opposizioni, che pensano così di assicurarsi ore e ore di argomenti anche in vista delle prossime elezioni politiche. Nel 2022 non era servito a granché. Anzi, per qualcuno fu deleterio. Ma nel dubbio, scatta un nuovo allarme rosso: «I fascismi sono Made in Italy. Ce lo siamo inventato noi. Liberarcene resta una fatica quotidiana. C’è poco da fare... C’è una storia parallela che insiste a mettersi a lato».

Bersani e la Meloni, guarda qui il video di DiMartedì su La7
 

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